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Cronaca 2 min di lettura2 ore fa

Migliaia di file e tre indagati: l’inchiesta nata da una denuncia

Le autorità di Anversa analizzano immagini e filmati sequestrati a un 41enne, mentre emergono nuove accuse e altri due sospettati.

Le accuse non sono ancora state dimostrate, ma l’indagine ad Anversa ha assunto dimensioni molto più ampie rispetto alla denuncia iniziale. Il principale sospettato respinge ogni contestazione e sostiene che i rapporti siano avvenuti con il consenso delle donne coinvolte; uno degli altri indagati richiama invece la prescrizione per i fatti più lontani nel tempo. Per la quantità del materiale e per le modalità ipotizzate, il caso presenta alcuni elementi di analogia con gli stupri di Mazan, pur restando necessario attendere gli sviluppi giudiziari.


Gli arresti allargano il caso

L’analisi dei contenuti acquisiti dagli investigatori ha portato al fermo di due uomini, rispettivamente di 37 e 50 anni. Entrambi compaiono in alcuni dei filmati esaminati, ma gli elementi raccolti finora non permettono di collegarli a tutte le aggressioni sessuali ipotizzate dagli inquirenti.

Anche uno dei due nuovi sospettati nega gli addebiti. La sua difesa sostiene che, per alcuni episodi risalenti a molti anni fa, non sarebbe più possibile procedere a causa della prescrizione. Le verifiche proseguono e gli investigatori non escludono ulteriori iscrizioni nel registro degli indagati.


Un archivio con immagini di anni

Nei dispositivi sequestrati sono stati individuati migliaia di fotografie e video. Alcuni risalgono a un periodo compreso tra il 2008 e il 2011, mentre altri sarebbero più recenti; secondo l’ipotesi investigativa, nelle registrazioni compaiono donne sottoposte a violenze sessuali mentre si trovavano in condizioni di forte stordimento.

Due delle persone riconosciute nei file si sono già rivolte alla magistratura presentando una denuncia. Tra le possibili vittime figurerebbero inoltre altre due ex compagne del principale sospettato, circostanza che gli inquirenti stanno ancora verificando.


La denuncia dell’ex compagna

L’indagine era partita dalla segnalazione di una donna di 50 anni, già legata al sospettato. La ex compagna lo accusa di averla violentata e di aver registrato l’abuso senza che lei ne fosse consapevole.

L’uomo, 41 anni e residente ad Anversa, è accusato anche di voyeurismo e aggressione. Era stato arrestato l’8 maggio; in seguito gli era stato imposto il controllo tramite braccialetto elettronico, prima della scarcerazione su cauzione avvenuta durante l’estate.

A modificare il quadro sono stati gli ulteriori accertamenti disposti dalla Procura di Anversa. L’esame dei supporti digitali ha fatto emergere quelli che gli inquirenti definiscono altri gravi episodi di violenza sessuale, ampliando così il perimetro dell’inchiesta oltre il caso denunciato inizialmente.

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