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Cronaca 1 min di lettura16 ott

Mani rosse e immagini capovolte: la protesta degli studenti a Milano

Durante il corteo “Nessuno è straniero” sono comparsi messaggi contro la guerra e il riarmo rivolti a Giorgia Meloni e Antonio Tajani.

A Milano la manifestazione studentesca ha assunto anche una forte connotazione simbolica. Tra i materiali esposti durante il corteo “Nessuno è straniero” sono apparse le immagini di Giorgia Meloni e Antonio Tajani rovesciate, accompagnate da impronte rosse associate al sangue.

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I simboli scelti dal corteo

Le fotografie della Presidente del Consiglio e del Ministro degli Esteri erano presentate a testa in giù sugli striscioni. Sulle immagini comparivano segni realizzati con vernice rossa, utilizzati dai manifestanti come richiamo visivo alle vittime dei conflitti.

La scelta dei simboli ha dato forma alla contestazione espressa dagli studenti nel corso dell’iniziativa milanese. Il messaggio era rivolto alle responsabilità politiche legate alle decisioni internazionali e alle posizioni sul tema degli armamenti.

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La protesta contro guerra e riarmo

Tra gli argomenti al centro della mobilitazione c’era infatti il rifiuto della guerra. Gli studenti hanno inserito nella protesta anche la critica al riarmo, indicato come uno dei principali temi della giornata.

Il corteo ha così unito la contestazione rivolta ai vertici istituzionali alla richiesta di abbandonare una logica fondata sull’aumento delle spese e degli strumenti militari. Le immagini esposte e le impronte rosse hanno accompagnato questo messaggio lungo la manifestazione.

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