Manchester City, il caso si allarga: ora spuntano i possibili risarcimenti
Il club prepara la difesa contro le accuse della Premier League, mentre gli avversari valutano richieste economiche per le stagioni coinvolte.
La vicenda del Manchester City potrebbe non fermarsi alla decisione del collegio indipendente. Mentre il club si prepara a contestare l’esito del procedimento, le società che hanno affrontato la squadra nel periodo esaminato valutano l’ipotesi di chiedere un indennizzo per eventuali danni economici.
Il conto potrebbe arrivare dai club
Christian Purslow, ex dirigente di Liverpool e Aston Villa, ha spiegato alla BBC che le squadre impegnate contro il City nelle nove stagioni interessate potrebbero avanzare pretese finanziarie. Se questa strada venisse intrapresa, il dossier assumerebbe dimensioni ancora più ampie rispetto al solo confronto tra il club e la Premier League.
L’organo del campionato inglese non ha commentato quanto emerso sul verdetto. Le sanzioni, infatti, non sono ancora state definite, mentre il Manchester City considera il procedimento tuttora aperto e sostiene che manchino ancora passaggi rilevanti prima della conclusione.
Al Mubarak rilancia la linea difensiva
A prendere posizione è stato Khaldoon Al Mubarak. In una lettera indirizzata ai sostenitori e diffusa attraverso i canali ufficiali del club, il presidente ha confermato la volontà di proseguire la battaglia nelle sedi sportive e ha lasciato intendere che verrà presentato ricorso contro la decisione riferita dai media britannici.
"Il processo della Premier League è ancora lungo e la nostra fiducia e la nostra determinazione nel dimostrare l'innocenza del club sono forti come all'inizio di questa vicenda", ha scritto Al Mubarak. Il presidente ha aggiunto di non poter entrare nei dettagli, richiamando gli obblighi di riservatezza, e ha assicurato che il clamore esterno non modificherà la strategia del City.
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Le accuse risalgono al 2009
Secondo BBC e The Athletic, il collegio indipendente avrebbe ritenuto il Manchester City responsabile di quasi tutte le 115 violazioni contestate dalla Premier League. Le contestazioni riguardano soprattutto la trasmissione dei dati finanziari, la rendicontazione delle sponsorizzazioni e i pagamenti destinati a calciatori e allenatori tra il 2009 e il 2018.
Una parte consistente del fascicolo, pari a 35 capi d’accusa, riguarda invece la presunta scarsa collaborazione del club con l’indagine. L’origine del caso risale ai materiali di Football Leaks pubblicati nel 2018 da Der Spiegel, tra messaggi di posta elettronica e documenti interni del City. In questo contesto torna anche il nome di Rui Pinto, portoghese indicato come figura centrale nella diffusione di quei file.
Per il Manchester City, dunque, il prossimo passaggio decisivo sarà davanti agli organismi della giustizia sportiva. Prima di conoscere l’entità delle eventuali sanzioni, il club dovrà provare a rovesciare o ridimensionare le conclusioni del collegio.
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