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Cronaca 2 min di lettura21 min fa

Malta, genitori non vedono il figlio sottoposto a Tso

Il ventenne emiliano-romagnolo è ricoverato in una struttura psichiatrica: la famiglia chiede notizie e documenti

Un ventenne emiliano-romagnolo è ricoverato a Malta dopo un trattamento sanitario obbligatorio, ma i genitori non riescono a incontrarlo né a ricevere informazioni sulle sue condizioni.

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La richiesta della famiglia

La madre e il padre, arrivati sull’isola, hanno mostrato un certificato del medico di base. Il documento attesta che il ragazzo non aveva mai manifestato episodi psicotici o bipolari e che risultava in buone condizioni di salute.

«Siamo disperati, qualcuno ci aiuti», hanno detto i genitori, che preferiscono non rendere pubblici i propri nomi. Il figlio si trova in isolamento e alla famiglia non sono stati consegnati referti; i due sostengono inoltre di non aver potuto nemmeno vedere una sua fotografia.


Le informazioni ricevute in ospedale

Attraverso l'Ambasciata italiana a Malta, i genitori hanno ottenuto un colloquio con due infermieri. Secondo quanto riferito loro, il ragazzo sarebbe psicotico, schizofrenico e bipolare e sarebbe sottoposto a cure dopo episodi di violenza.

La madre respinge questa ricostruzione e spiega che il figlio non aveva mai affrontato situazioni simili. I genitori hanno descritto la struttura come «peggio di un carcere», aggiungendo che in ospedale non è stato consentito loro l'accesso né un incontro con il giovane.

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Il trasferimento dalla piattaforma

Il ventenne lavora sulle piattaforme e quello a Malta non era il suo primo incarico. La madre lo aveva sentito mercoledì: durante la telefonata il ragazzo parlava in modo insolito e con frasi poco collegate tra loro.

Venerdì il responsabile della società per cui lavora ha contattato la famiglia. Ha spiegato che il giovane era stato fatto scendere dalla piattaforma perché appariva confuso e che sarebbe stato trasferito in ospedale. Ai genitori era stato anche riferito che la situazione sarebbe stata seguita dall'assicurazione sanitaria internazionale.


Il viaggio dei genitori

Le notizie, però, hanno smesso di arrivare. A un certo punto alla coppia è stato detto che il figlio non si trovava più; temendo il peggio, i genitori hanno preso il primo volo disponibile per Malta sabato mattina.

Una volta sull'isola, accompagnati da un referente locale della società, hanno scoperto che il ragazzo era stato trasferito in un'altra struttura, questa volta psichiatrica, dove gli era stato disposto il trattamento sanitario obbligatorio. Il padre ha quindi contattato la Farnesina e l'Ambasciata italiana, ma la famiglia afferma di non aver ancora ricevuto una spiegazione completa né la documentazione clinica.

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