Madame: «Siamo persi, bisogna capire la rabbia dei ragazzi»
Dopo i disordini a Milano, la cantautrice chiede di guardare alle radici del disagio giovanile e ringrazia Sergio Mattarella per le sue parole.
Madame rivolge un messaggio di riconoscenza a Sergio Mattarella e, nello stesso intervento, prova a spostare l’attenzione dalla sola condanna dei disordini alle cause della rabbia giovanile. «La stimo tanto, anzi, le voglio proprio bene Presidente», ha scritto la cantautrice, apprezzando il modo in cui il capo dello Stato ha scelto di intervenire.
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Il grazie di Madame a Mattarella
Nelle sue storie su Instagram, l’artista ha definito l’esposizione del Presidente della Repubblica quella più adatta alla situazione. Il suo ringraziamento è stato esteso anche a chi cerca di comprendere le nuove generazioni senza voltarsi dall’altra parte.
Madame ha riconosciuto inoltre l’impegno di tutte le persone che dimostrano attenzione verso i ragazzi e il loro disagio. Il tono del messaggio è rimasto personale, fino alla firma con il suo nome anagrafico, Francesca.
Una generazione senza riferimenti
Secondo la cantautrice, molti giovani non possiedono gli strumenti per orientarsi nella politica o per organizzarsi collettivamente. Ha sostenuto che soltanto chi ha avuto accesso allo studio o una famiglia capace di trasmettere interesse per la vita pubblica riesce, in parte, a muoversi in questo campo.
Per gli altri, ha osservato Madame, prevale lo smarrimento. «Noi siamo persi», ha scritto, includendo anche se stessa tra coloro che non sanno quale direzione prendere e che faticano a distinguere i concetti di destra e sinistra.
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La violenza come prodotto sociale
Nel lungo sfogo pubblicato online, la cantante ha collegato le reazioni più aggressive a un ambiente che considera già segnato dalla violenza. Ha citato il modo in cui vengono vissuti il sesso, i rapporti personali, il denaro, il potere e perfino la musica, sostenendo che la ribellione dei ragazzi non possa essere letta soltanto come una colpa individuale.
Madame ha quindi invitato gli adulti a interrogarsi sulle origini di quei comportamenti, senza limitarsi a respingerli. «Se invece di condannare e fermare la violenza e basta, si provasse a capirla», ha scritto, chiedendo maggiore vicinanza nei confronti di chi è cresciuto, a suo giudizio, in un contesto capace di produrre disorientamento.
Il messaggio è arrivato dopo i cortei organizzati nei giorni precedenti a Milano, alcuni dei quali erano terminati con episodi di violenza e danneggiamenti. Proprio quel contesto ha spinto la cantautrice a intervenire sui social e a proporre una riflessione più ampia sul disagio delle nuove generazioni.
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