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Cronaca 3 min di lettura1 ora fa

Leone XIV, il verdetto atteso: cosa dirà l’esame sul nodulo

La convalescenza del Papa procede in Vaticano, ma saranno istologico e analisi molecolari a stabilire se basteranno i controlli o serviranno altre cure.

Il recupero di Papa Leone XIV è entrato nella fase successiva all’intervento, ma il passaggio decisivo arriverà soltanto con l’esame istologico. Il Pontefice, dimesso sabato dal Policlinico Gemelli di Roma dopo la rimozione di un nodulo polmonare maligno, si trova ora nel Palazzo apostolico e mercoledì dovrebbe presiedere l’udienza generale in piazza San Pietro. All’Angelus ha ringraziato i fedeli, spiegando che riprenderà gradualmente i propri impegni.

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L’istologico separerà i due scenari

Secondo Serena Ricciardi, pneumoncologa e dirigente medico dell’Unità operativa di Broncopneumologia dell’Azienda ospedaliera San Camillo-Forlanini di Roma, la scelta del percorso dipenderà dall’estensione effettiva della malattia. Se il nodulo fosse stato di piccole dimensioni, localizzato e privo di coinvolgimento dei linfonodi, l’intervento potrebbe essere sufficiente e il Papa dovrebbe sottoporsi soltanto a controlli periodici, progressivamente più distanziati.

L’eventuale presenza di cellule tumorali nei linfonodi aprirebbe invece una seconda possibilità. In quel caso, oltre all’istologia, verrebbe valutata l’espressione di PD-L1 e ricercate eventuali mutazioni, così da individuare la strategia più adatta. Ricciardi ha sintetizzato così il primo scenario: «Se, come è stato detto, il nodulo era piccolo e circoscritto, senza interessamento dei linfonodi, il Papa non dovrà fare nulla perché è guarito».

Per conoscere con precisione la natura e le caratteristiche del tessuto asportato serviranno, ha spiegato la specialista, dai 10 ai 20 giorni. Soltanto dopo questo risultato sarà possibile capire se proporre una terapia aggiuntiva, con l’obiettivo di abbassare il rischio di una ricaduta anche in un paziente che appare clinicamente guarito.


Il ritorno alla vita quotidiana

Le condizioni comunicate dopo l’operazione indicano un decorso positivo, ma la valutazione finale spetterà ai medici che seguono il Pontefice. In assenza di complicazioni, chi viene sottoposto a un intervento al polmone può riprendere le normali attività e anche viaggiare, tenendo conto delle differenze tra un caso clinico e l’altro.

Questa indicazione riguarda anche il viaggio in Sud America previsto per novembre, sulla cui conferma non è ancora possibile esprimersi. «Se non ci sono complicanze, un paziente operato al polmone può tornare alla routine quotidiana», ha detto Ricciardi, ricordando tuttavia che ogni decisione dovrà essere presa dagli specialisti sulla base del recupero e degli esami.

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La pneumoncologa ha inoltre definito il Papa un esempio per la scelta di rendere pubblica la malattia e l’intervento, in un ambito nel quale spesso i pazienti tendono a non parlare della propria condizione.


La diagnosi precoce cambia la prognosi

Ricciardi ha sottolineato che individuare il tumore in una fase iniziale aumenta le possibilità di sopravvivenza e riduce il pericolo di recidive dopo le cure. Proprio su questo tema il San Camillo-Forlanini sta portando avanti un programma di individuazione precoce attraverso la tomografia computerizzata del torace a bassa dose di radiazioni.

Il progetto è partito da un questionario compilato online da 3.150 persone. Tra queste, 1.854 sono state considerate idonee per gli approfondimenti; sono state poi svolte circa 1.350 visite pneumologiche e 939 esami del torace. In 28 casi è stato scoperto un tumore polmonare, pari a circa il 3%, mentre altre 5 persone presentavano neoplasie collocate fuori dal polmone.

Quasi tutte le lesioni sono state rilevate quando potevano ancora essere trattate localmente. Ventinove pazienti sono arrivati all’intervento chirurgico, sempre con tecniche mininvasive e spesso mediante chirurgia robotica; in due casi l’analisi del tessuto ha stabilito che il nodulo era benigno. «Ci siamo resi conto che questo progetto può salvare delle vite», ha concluso Ricciardi.

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