Leone XIV, Berardi vede speranza nel viaggio dopo l’intervento
La partenza per Uruguay, Argentina e Perù è prevista dal 6 al 17 novembre, a un mese dall’operazione
Papa Leone XIV partirà per Uruguay, Argentina e Perù dal 6 al 17 novembre, a circa un mese dall’intervento per l’asportazione di un adenocarcinoma polmonare. Per Rossana Berardi, presidente eletta dell’Associazione italiana di oncologia medica, il viaggio può trasmettere fiducia ai pazienti oncologici.
La specialista, intervenuta a margine del congresso della Società europea di oncologia medica che si conclude oggi a Madrid, ha spiegato che i progressi della chirurgia e della ricerca permettono in molti casi di recuperare una buona qualità di vita e di tornare a pianificare impegni personali e professionali.
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Il recupero dopo l’operazione
Berardi ha ricordato che la rimozione di un lobo polmonare non esclude automaticamente una vita attiva né la ripresa delle normali occupazioni. Nel caso del Pontefice, la partenza è stata preceduta da controlli clinici e dall’autorizzazione dei medici che ne seguono la convalescenza.
I tempi di recupero, tuttavia, non sono uguali per tutti. Dipendono dallo stato generale di salute, dalla capacità respiratoria e dall’evoluzione della fase postoperatoria. «La possibilità di viaggiare e affrontare impegni prolungati dipende dal recupero individuale», ha osservato Berardi, invitando a valutare ogni situazione insieme agli specialisti.
Volo lungo e altitudine
Tra i fattori da esaminare rientrano la durata del trasferimento intercontinentale e le condizioni ambientali di alcune destinazioni. Cusco, in Perù, si trova infatti a circa 3.400 metri sul livello del mare: un dato che richiede attenzione in rapporto alla funzionalità polmonare e allo stato clinico del viaggiatore.
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Secondo l’oncologa, anche il rischio di tromboembolia e le eventuali complicazioni legate allo spostamento devono essere presi in considerazione. Il riposo durante il volo e tra una tappa e l’altra avrebbe inoltre un peso nella gestione del viaggio.
La possibile assistenza medica
La presenza di un’équipe sanitaria al seguito non è necessaria in ogni circostanza, ma può essere valutata dai medici come misura prudenziale. La decisione dipende dalle condizioni del paziente e dai rischi associati a un itinerario lungo e articolato.
A circa un mese dall’intervento, ha aggiunto Berardi, i curanti possono aver giudicato il programma compatibile con la salute del Papa, purché non comporti uno sforzo eccessivo. La specialista ha infine definito il viaggio una possibile testimonianza di fiducia e di ritorno alla vita dopo la malattia, precisando però che le indicazioni valide per Leone XIV non possono essere applicate automaticamente a tutti i pazienti.
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