Le sorelline, i testimoni, le foto sul telefono: tutte le accuse della pm sulla morte di Beatrice
La Procura sta mettendo insieme dichiarazioni, accertamenti medico-legali e dati estratti dai telefoni mentre si attendono i Ris e l’analisi del capello sulla bambina morta a Bordighera.
Le indagini sulla morte di Beatrice si stanno stringendo attorno a un quadro costruito da più fonti: le parole di due sorelline, alcune testimonianze raccolte dagli investigatori, la relazione del medico legale e il materiale trovato nei telefoni sequestrati. È questo l’insieme di elementi che la pm Veronica Meglio sta valutando nel fascicolo aperto sull’agonia della bambina.
Le voci delle due bambine pesano molto
A colpire gli inquirenti sono soprattutto le ricostruzioni fornite da due bambine di 9 e 7 anni, descritte come sorprendentemente lucide e sofferte. Secondo quanto emerge dagli atti, i loro racconti finiscono per gravare sulla posizione della madre Emanuela Aiello e del compagno Emanuel Iannuzzi.
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Telefoni, testimoni e referto medico-legale
Accanto a quelle dichiarazioni, la Procura sta passando al vaglio altre tessere del mosaico: le versioni rese da amici e conoscenti, le conclusioni annotate da Francesco Ventura nell’autopsia e quanto recuperato dai dispositivi sequestrati. Su questi fronti si attendono ancora i riscontri tecnici dei Ris, oltre all’esito dell’esame del capello della bambina morta a Bordighera.
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