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Cronaca 1 min di lettura58 min fa

La famiglia di Ramy parte civile contro sette carabinieri

La richiesta è stata accolta per le accuse di favoreggiamento, depistaggio e falso nel verbale d’arresto

I genitori e il fratello di Ramy si sono costituiti parte civile nel procedimento che coinvolge sette carabinieri. La decisione è arrivata al termine dell’udienza preliminare sulla morte del 19enne, avvenuta il 24 novembre 2024.

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La richiesta della famiglia

Il padre del ragazzo ha spiegato di voler chiarire che cosa sia successo quella sera. All’uscita dall’udienza ha ribadito la propria fiducia nella magistratura: «Voglio sapere cosa è davvero accaduto».

L’ammissione della famiglia non riguarda ogni contestazione del procedimento. I genitori e il fratello potranno agire come parti civili soltanto in relazione alle accuse di favoreggiamento, depistaggio e falso contenuto nel verbale d’arresto dell’amico di Ramy.

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La morte dopo l’inseguimento

Ramy è morto a 19 anni nello schianto dello scooter sul quale viaggiava Fares Bouzidi, oggi 23enne. L’incidente si è verificato dopo un inseguimento condotto dai carabinieri la sera del 24 novembre 2024.

Nel procedimento preliminare sono imputati sette militari dell’Arma. Le accuse esaminate per la costituzione di parte civile della famiglia riguardano la gestione successiva ai fatti e, in particolare, le presunte condotte di favoreggiamento, depistaggio e falsità nel documento relativo all’arresto di Bouzidi.

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