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Cronaca 2 min di lettura4 ore fa

Kaufmann, la richiesta dei pm: ergastolo e tre anni di isolamento

La Procura di Roma considera l’imputato capace di intendere e volere e gli contesta l’uccisione di Anastasia Trofimova e della piccola Andromeda.

La Procura di Roma ha chiesto la condanna all’ergastolo, accompagnata da tre anni di isolamento diurno, per Francis Kaufmann. L’uomo è accusato della morte della compagna Anastasia Trofimova e della figlia Andromeda, i cui corpi furono rinvenuti il 7 giugno dello scorso anno a Villa Pamphili, nella capitale.

La requisitoria si è concentrata anche sul profilo psicologico dell’imputato, descritto dall’accusa come consapevole delle proprie azioni. La prossima udienza è fissata per il 5 novembre: parleranno i legali della difesa, poi la prima Corte di Assise si ritirerà per deliberare.

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L’accusa: piena capacità e manipolazione

Nel corso dell’intervento in aula, il pubblico ministero Antonio Verdi ha definito Kaufmann «freddo, lucido, manipolatore, narcisista patologico», escludendo però che fosse incapace di intendere e di volere. A suo giudizio, l’imputato avrebbe una personalità marcata, ma sarebbe anche «un impostore» capace di condizionare chi entrava in contatto con lui.

Il magistrato ha richiamato anche il fermo dell’uomo, avvenuto mentre si trovava ubriaco per strada insieme alla bambina. Secondo la ricostruzione dell’accusa, gli agenti non avrebbero compreso la gravità della situazione; Verdi ha osservato che, se avessero svolto accertamenti più approfonditi, forse Andromeda sarebbe ancora viva.


La ricostruzione del duplice omicidio

A Kaufmann vengono contestate diverse aggravanti: i motivi futili e abietti, la minorata difesa, il rapporto affettivo con Trofimova e il vincolo di discendenza rispetto alla figlia. Il procedimento comprende inoltre l’accusa di occultamento di cadavere. L’indagine è stata coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini insieme al pubblico ministero Verdi.

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Durante la requisitoria, Verdi ha ricordato il sopralluogo eseguito dopo la segnalazione dei due corpi. Ha raccontato di aver trovato prima il corpo nudo della bambina, descrivendolo come quello di «una bambola abbandonata», e di aver appreso subito dopo dalla polizia della presenza, poco distante, del cadavere di una donna.

Secondo la tesi sostenuta in aula, dopo avere ucciso Anastasia, Kaufmann avrebbe considerato la figlia un peso e avrebbe deciso di eliminarla a sua volta, lasciandone poi il corpo nell’area di Villa Pamphili. Dopo i fatti, l’uomo si sarebbe allontanato fino a raggiungere la Grecia, dove è stato rintracciato.


Ora tocca alla difesa

Il calendario processuale prevede che il 5 novembre siano ascoltate le conclusioni della difesa. Solo in seguito i giudici della prima Corte di Assise entreranno in camera di consiglio per stabilire se accogliere la richiesta dell’accusa e quale responsabilità riconoscere a Kaufmann.

La decisione riguarderà anche le contestazioni aggiuntive formulate dalla Procura, oltre alla responsabilità per la morte di Trofimova e della bambina. Fino alla sentenza, la posizione dell’imputato resta sottoposta alla valutazione del collegio giudicante.

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