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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Kalashnikov sparito dal carcere: sei imputati, processo nel 2027

L’agente penitenziaria Melania Nicotra è accusata di peculato; con lei saranno giudicate altre cinque persone per armi e droga

Il caso dell’arma sottratta dal carcere di Bicocca approderà in aula con sei imputati. Tra loro c’è Melania Nicotra, agente della polizia penitenziaria in servizio nel 2024 e accusata di peculato; la prima udienza è stata fissata al 14 gennaio 2027 a Catania.

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Il fucile ritrovato sul tetto

La decisione è stata presa dalla gip Carla Aurora Valenti, che ha accolto la richiesta della pm Rosaria Molè e disposto il giudizio immediato. Il procedimento sarà trattato dalla Terza sezione penale del Tribunale di Catania.

Le indagini sono state condotte dalla squadra mobile. Nel corso di una perquisizione, gli investigatori hanno trovato il Kalashnikov sul tetto di un’abitazione riconducibile a Francesco Longo. Nicotra, attualmente sottoposta agli arresti domiciliari a Roma, è ritenuta coinvolta nella sottrazione dell’arma dal penitenziario.


Gli altri cinque imputati

Oltre all’agente, il processo riguarda Francesco Longo, Francesco Salvatore Longo, Maria Agata Palermo, Giuseppe Vecchio e Alessio Marco Gigante. A seconda delle posizioni, le accuse comprendono la detenzione di armi e lo spaccio di sostanze stupefacenti.

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Secondo l’ipotesi investigativa, la scomparsa del fucile sarebbe collegata a un debito che Nicotra avrebbe contratto con i fratelli Longo, figli di Maria Agata Palermo. L’accusa dovrà ora essere esaminata nel contraddittorio tra le parti durante il dibattimento.


Le strategie delle difese

L’agente è assistita dall’avvocato Giuseppe Lipera, che ha annunciato la scelta del rito ordinario. Il legale sostiene l’estraneità della sua cliente e ha riferito che verranno chieste numerose testimonianze. «La mia cliente è innocente e lo proveremo», ha affermato, aggiungendo che Nicotra aveva domandato di essere interrogata prima della richiesta di giudizio, senza essere ascoltata.

L’avvocato Tommaso Manduca, difensore di Maria Agata Palermo, dei due figli Francesco e Salvatore Longo e di Alessio Marco Gigante, ha comunicato l’intenzione di chiedere il giudizio abbreviato prima dell’apertura del processo. Salvatore Leotta, che assiste Giuseppe Vecchio, non ha ancora deciso quale rito proporre.

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