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Cronaca 2 min di lettura55 min fa

In Italia si operano oltre 550mila cataratte ogni anno

La chirurgia bilaterale nella stessa seduta è prevista per pazienti selezionati e con esigenze di recupero rapido

In Italia vengono eseguiti ogni anno più di 550mila interventi per la cataratta.

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I limiti delle nuove lenti

Le moderne protesi intraoculari possono migliorare la vista da vicino e da lontano, ma non garantiscono sempre un risultato privo di disturbi. Alcuni pazienti riferiscono abbagliamenti lievi durante la guida serale, soprattutto in presenza dei fari delle automobili.

Anche la lettura con poca luce può risultare difficoltosa in determinati casi. Per questo, secondo Luciano Quaranta, direttore e fondatore del Centro oculistico italiano, chi deve sottoporsi all’intervento deve conoscere in anticipo sia i benefici sia i limiti delle lenti disponibili.


Quando si interviene su entrambi gli occhi

La rimozione del cristallino opacizzato può oggi essere effettuata anche sui due occhi nella stessa seduta, attraverso la facoemulsificazione o la procedura assistita dal laser, chiamata Femto-Faco. Il cristallino viene sostituito con una lente intraoculare, con l’obiettivo di recuperare una visione funzionale a diverse distanze.

Questa soluzione non è destinata indistintamente a tutti. Viene valutata per persone che hanno bisogno di tornare rapidamente alle proprie attività, per chi presenta una differenza marcata tra i due occhi dopo un’operazione singola o per correggere difetti refrattivi elevati, come miopia, ipermetropia e astigmatismo. «È pur sempre un intervento chirurgico vero e proprio», ha ricordato Quaranta, sottolineando la necessità di affidarsi a specialisti e personale preparato a gestire eventuali complicanze.

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Come si manifesta la cataratta

La patologia deriva dalla progressiva perdita di trasparenza del cristallino, legata alla trasformazione delle sue proteine. È la principale causa di riduzione della vista nel mondo e compare più spesso dopo i 60 anni, anche se può presentarsi dalla nascita.

Il diabete e l’esposizione prolungata alla luce solare per ragioni professionali possono favorirne la comparsa anticipata. Tra i segnali più comuni ci sono l’annebbiamento graduale, la difficoltà a vedere di notte, la sensibilità alla luce, i colori meno brillanti, le immagini sdoppiate e gli aloni attorno agli oggetti.


Una cura meno invasiva

Negli ultimi anni le tecniche chirurgiche hanno ridotto l’invasività delle procedure. La cataratta viene inoltre trattata in una fase più precoce rispetto al passato, rendendo difficile stabilire con precisione quanti siano i casi presenti in Italia.

I disturbi visivi possono incidere sulle attività quotidiane e sulla qualità della vita. In presenza dei sintomi, il consiglio degli specialisti è rivolgersi a un oculista: oggi la patologia può essere corretta con trattamenti considerati sicuri e con un recupero visivo mirato alle esigenze del singolo paziente.

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