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Cronaca 2 min di lettura55 min fa

Impronta 33, Sempio rilancia: «Io porto il 44

L’indagato per il delitto di Garlasco contesta il valore della traccia e annuncia nuove consulenze prima della scadenza del 18 ottobre.

La difesa di Andrea Sempio punta a mettere in discussione il significato dell’impronta numero 33, uno degli elementi esaminati nelle nuove indagini sull’omicidio di Chiara Poggi. L’uomo sostiene che la traccia non possa essere ricondotta con certezza a una persona e ricorda di aver sempre calzato scarpe numero 44 fin dall’adolescenza.

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La traccia resta il nodo centrale

Secondo Sempio, l’impronta si trova su una porzione di muro dove altre persone avrebbero lasciato segni della mano, appoggiandosi mentre percorrevano le scale. Per questo, ha spiegato, il punto in questione non consentirebbe di attribuire con sicurezza la traccia né a lui né a qualcun altro.

«Secondo me l’impronta 33 non è attribuibile né a me né a nessuno», ha dichiarato in un’intervista televisiva. La sua difesa esclude inoltre che si tratti di un’impronta insanguinata e ritiene di poter sostenere questa tesi attraverso gli accertamenti già svolti.

Sempio ha riferito che due specialisti, operando separatamente e senza conoscere il lavoro dell’altro, sarebbero arrivati alla stessa conclusione. Uno di loro è un tecnico calzaturiero che ha analizzato il modello di scarpa ritenuto compatibile con quello dell’assassino; l’altro proviene da un ambito professionale differente.


Consulenze attese entro il 18 ottobre

I legali di Sempio dovrebbero consegnare domani le ultime consulenze, in vista della scadenza dei termini fissata per il 18 ottobre. L’indagato ha sottolineato che, dai 17-18 anni, ha sempre indossato il numero 44, un dato che la difesa considera rilevante nel confronto con la traccia esaminata.

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Nel corso dell’intervento, Sempio ha anche detto di non sapere se la sua posizione comprenda un’ipotesi di corruzione. La richiesta presentata per chiarire questo aspetto non avrebbe ancora ricevuto risposta.


Il rispetto per i genitori di Chiara

Sempio ha parlato anche dei genitori di Chiara Poggi, spiegando di aver pensato alla possibilità di incontrarli ma di ritenere che il momento non sia adatto. Ha riconosciuto il peso della loro vicenda personale, segnata dalla perdita della figlia e da anni di procedimenti giudiziari.

«Mi sarebbe piaciuto incontrarli, ma capisco che al momento non è il caso», ha detto. A suo giudizio, la loro condizione emotiva potrebbe essere persino più difficile della propria, proprio per il dolore affrontato dopo la morte di Chiara.

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