Il Fai presenta il nuovo piano scuola 2026-2027
Quattro progetti accompagneranno docenti e studenti, con un concorso dedicato ai luoghi capaci di promuovere la pace.
Il Fai ha presentato al Ministero dell’Istruzione il programma nazionale per le scuole relativo all’anno scolastico 2026-2027. Il percorso punta su partecipazione, cittadinanza attiva, appartenenza alla comunità e apprendimento attraverso esperienze concrete.
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Il progetto sulla pace
Al centro della nuova edizione ci sarà il concorso “Lasciateci in pace. Idee, spazi, persone, comunità”. Le classi saranno chiamate a individuare un luogo del proprio territorio e a immaginare interventi capaci di farne uno spazio dedicato alla costruzione e alla diffusione della pace.
L’iniziativa viene proposta gratuitamente a migliaia di gruppi scolastici. Nel 2025 hanno aderito più di 1.500 classi, che hanno presentato complessivamente 600 progetti.
Quattro percorsi per le classi
Il programma si articola in quattro progetti distribuiti lungo l’intero anno scolastico. Le attività saranno rivolte a studenti di età diverse e offriranno a insegnanti e classi occasioni di formazione sul campo, educazione civica e partecipazione alla vita collettiva.
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Le esperienze sono riconosciute come attività di Formazione Scuola Lavoro e non si limitano alla trasmissione di contenuti teorici. L’obiettivo è coinvolgere gli studenti nella conoscenza e nella valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale.
La presentazione al ministero
All’incontro hanno partecipato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, il presidente del Fai Marco Magnifico, la direttrice Culturale del Fai Daniela Bruno, la delegata Scuola Fai Roma Annamaria Ansaloni e la responsabile dell’Ufficio Scuola ed Educazione Fai Arianna Mascetti.
Valditara ha collegato il progetto alla formazione dei giovani e alla tutela dell’identità culturale del Paese. Nel suo intervento ha definito gli studenti coinvolti “alfieri di un nuovo e antico senso civico” e ha ricordato il protocollo sottoscritto con il Fai, presentandolo come uno strumento coerente con la propria idea di scuola, anche alla luce degli episodi di vandalismo e violenza.
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