10.000Lettori online ora
Cronaca 2 min di lettura12 ott

Il bisturi sul Papa: il ricordo segreto di Chiariello

Nel 2012 Benedetto XVI fu operato al cuore nella clinica Pio XI di Roma: il cardiochirurgo racconta la responsabilità dell’intervento e la riservatezza di Ratzinger.

Pochi giorni dopo un intervento al cuore, Benedetto XVI si affacciò alla finestra per l’Angelus, mantenendo il consueto appuntamento con i fedeli in piazza San Pietro. Alle sue spalle, senza che il pubblico lo sapesse, c’erano Luigi Chiariello e la sua équipe: il Papa era stato operato soltanto da poco e ogni dettaglio doveva restare riservato.

Offerta del giorno13 ottobre

Douglas

-20% su ordini da 69€ da Douglas

Scade tra 5 giorni
*******


L’operazione tenuta lontana dai riflettori

L’intervento risale al 2012, circa sei mesi prima della rinuncia al pontificato di Joseph Ratzinger. Il Pontefice scelse la clinica privata Pio XI, a Roma, evitando il ricovero al Policlinico Gemelli, e lì fu sottoposto all’impianto di un pacemaker.

A eseguire l’operazione fu Chiariello, che in quel periodo guidava il Dipartimento di Cardiochirurgia dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. Il medico aveva già curato ministri, esponenti politici e altre personalità di rilievo, ma non aveva mai operato un Papa. La notizia dell’intervento, proprio per volontà di Benedetto XVI, divenne pubblica solo diversi mesi più tardi.


Il momento più difficile per il chirurgo

Chiariello ricorda di aver avvertito il peso della situazione soprattutto nei primi istanti, quando dovette incidere il corpo del Pontefice. «Fu un’emozione fortissima, che resta indimenticabile», racconta, spiegando che la responsabilità derivava non soltanto dal paziente, ma anche dal suo ruolo di capo della Chiesa cattolica e di Capo dello Stato.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

La notte precedente, tuttavia, il cardiochirurgo aveva dormito senza particolari problemi. La tensione arrivò in sala operatoria, ma dopo l’impatto iniziale lasciò spazio alla concentrazione: Chiariello si dedicò al campo chirurgico e portò avanti il lavoro con lo stesso rigore riservato a qualunque altro paziente.


Ratzinger, un paziente mite e riservato

Nel ricordo del medico, Benedetto XVI era «una persona semplice e mite». Ascoltava con attenzione le indicazioni dei sanitari e non metteva in discussione le loro decisioni, mostrando un atteggiamento collaborativo durante il percorso di cura.

Il Papa, aggiunge Chiariello, voleva proteggere la propria vita privata e non gradiva l’esposizione mediatica legata alle sue condizioni di salute. Anche la scelta di celebrare l’Angelus pochi giorni dopo l’intervento rispondeva all’esigenza di evitare allarmi: l’apparizione pubblica confermò la consuetudine, mentre la presenza discreta dei medici restò allora quasi inosservata.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere