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Cronaca 2 min di lettura3 ore fa

Igiene intima, il dialogo che manca: cosa racconta la nuova ricerca

Un nuovo progetto video affronta il rapporto delle italiane con l’igiene intima, tra lacune informative, difficoltà nel chiedere aiuto e bisogni che cambiano nel corso della vita.

La consapevolezza può trasmettersi da una generazione all’altra, soprattutto quando in famiglia si trovano parole e informazioni corrette. È questo il circolo virtuoso auspicato dalla ginecologa Chiara Di Pietro: madri più preparate possono aiutare le figlie a vivere con maggiore serenità il rapporto con il corpo e con l’igiene intima.

Nella pratica clinica, il punto di partenza resta il dialogo. La specialista sottolinea che ascoltare senza giudicare permette di affrontare anche gli argomenti più delicati e di accompagnare le pazienti nella comprensione della fisiologia, dei cambiamenti e della cura di sé. “Il medico non deve aver paura di chiedere, di sembrare indiscreto o giudicante”, ha spiegato Di Pietro, perché il suo compito comprende anche educazione e ascolto.


Il silenzio pesa più dell’imbarazzo

I dati mostrano però che parlare di igiene personale e intima non è ancora una consuetudine. Il 36,1% degli intervistati, quando prova incertezza su questi temi, preferisce non confidarsi con nessuno.

Se il confronto avviene, il partner è la figura a cui ci si rivolge più spesso. Genitori e fratelli rappresentano complessivamente il 40,9% dei riferimenti familiari, mentre gli amici si fermano al 22,2%; il ricorso a medici e professionisti sanitari resta invece limitato al 14,5%, considerando medico di base, ginecologo, psicologo e altri specialisti.


Informati, ma con nuove domande

La percezione delle proprie conoscenze è comunque positiva: circa l’85% delle persone coinvolte nell’indagine si considera molto o abbastanza preparata sulla gestione dell’igiene. Questo dato convive con una richiesta precisa di approfondimento.

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Il 78,7% vorrebbe infatti ricevere maggiori spiegazioni su aspetti specifici, in particolare sull’evoluzione delle esigenze nelle diverse età. Il benessere intimo non viene quindi vissuto come una necessità immutabile, ma come una dimensione che può richiedere attenzioni differenti dall’adolescenza alla menopausa.


Un progetto per abbattere i tabù

Questi risultati sono al centro del primo episodio, intitolato “Intima”, di “IntimaMente Noi”, il vodcast creato da Essity insieme ad Adnkronos. Il confronto coinvolge Nicoletta Orthmann, direttrice medico-scientifica di Fondazione Onda ETS, Chiara Di Pietro e Ilaria Spinelli, responsabile marketing di Essity Italia.

Spinelli presenta il progetto come uno spazio dedicato alla condivisione di contenuti sull’igiene femminile, con l’obiettivo di favorire prevenzione, cura e benessere, oltre a mettere in discussione stereotipi ancora diffusi. Orthmann richiama invece la necessità di considerare l’igiene intima, nella sua accezione più ampia di benessere, come un tema da seguire nel tempo: i bisogni cambiano e devono cambiare anche le attenzioni.

La prima puntata è dunque costruita attorno a un messaggio essenziale: una corretta informazione può ridurre la vergogna, rendere più semplice il confronto con gli specialisti e aiutare ogni donna a riconoscere ciò di cui ha bisogno nelle diverse fasi della vita.

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