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Gjader, il conto del rimpatrio: 50 milioni per 100 migranti

Piantedosi difende il centro in Albania, oggi impiegato soltanto come Cpr, nonostante il confronto con i costi dei rimpatri organizzati dall’Italia.

Il centro di Gjader torna al centro del confronto politico e finanziario sulla gestione dei migranti. Per riportare in patria 100 persone attraverso la struttura in Albania sono stati messi in conto 50 milioni di euro, mentre un’operazione analoga realizzata dall’Italia sarebbe costata meno di 400.000 euro.


Il ministro difende la scelta albanese

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha rivendicato l’utilità della soluzione adottata dal governo e, davanti alle critiche sui costi, ha definito la spesa «Soldi ben spesi». La sua posizione riguarda il centro di Gjader, che nella fase attuale viene utilizzato esclusivamente come Centro di permanenza per i rimpatri.

La struttura, dunque, non è indicata nel testo come sede operativa per altre forme di gestione dei migranti, ma come Cpr. Il ministro continua comunque a sostenere la decisione di aver realizzato e mantenuto il centro nell’ambito dell’accordo con l’Albania.

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Il confronto con la spesa italiana

Il dato che alimenta il dibattito è la distanza tra i due importi. A fronte dei 50 milioni destinati al rimpatrio di 100 migranti tramite il centro albanese, il rientro dello stesso numero di persone dall’Italia avrebbe richiesto una cifra inferiore a 400.000 euro.

Il confronto non modifica i numeri indicati, ma evidenzia il diverso peso economico delle due modalità. Da una parte c’è il costo collegato alla struttura di Gjader e al suo utilizzo; dall’altra, una spesa molto più contenuta per organizzare i rimpatri direttamente dal territorio italiano.

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