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Cronaca 3 min di lettura1 ora fa

Giovani, la promessa ora ha una prova: il decreto che manca

Enrico Giovannini chiede di rendere operativa la Valutazione di Impatto Generazionale e di inserire l’equità tra le generazioni nei programmi elettorali.

La distanza tra giovani e politica, secondo Enrico Giovannini, non si colma con dichiarazioni di principio. Il passaggio decisivo sarebbe già possibile: approvare il decreto attuativo della Valutazione di Impatto Generazionale (VIG) e chiedere ai partiti di sottoporre le proprie proposte allo stesso esame.

Economista, statistico e già presidente dell’Istat, Giovannini ha ricoperto anche l’incarico di ministro nei Governi Letta e Draghi, occupandosi di Infrastrutture e mobilità sostenibili e di Lavoro. Oggi, come direttore scientifico dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), sostiene che il disagio delle nuove generazioni vada affrontato nelle sue cause, senza ricorrere a stereotipi.

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La VIG attende ancora il decreto

La richiesta più immediata riguarda il provvedimento del Presidente del Consiglio necessario a rendere applicativa una norma approvata nel novembre del 2025. La legge stabilisce che ogni nuova disposizione debba essere esaminata anche per le conseguenze sociali e ambientali prodotte sui giovani di oggi e su quelli che verranno.

Giovannini considera questo meccanismo una svolta nel rapporto tra decisioni pubbliche ed equità generazionale. La legge afferma infatti che «le leggi della Repubblica promuovono l’equità tra generazioni», introducendo un criterio destinato a incidere sulla costruzione delle politiche, non soltanto sulla loro valutazione finale.

Il decreto attuativo, spiega l’ex ministro, dovrebbe essere vicino alla conclusione del suo iter. La sua approvazione consentirebbe di trasformare un principio già entrato nell’ordinamento in una procedura concreta, da applicare prima del via libera alle nuove leggi.


Dai principi ai programmi elettorali

Il secondo banco di prova riguarda i partiti che si presenteranno alle elezioni. Dopo il consenso unanime ottenuto dalle modifiche costituzionali e dalla VIG, Giovannini ritiene coerente che tutte le forze politiche inseriscano nei propri programmi impegni verificabili a favore delle generazioni più giovani e del loro futuro.

L’idea è anche quella di affidare a soggetti indipendenti l’analisi dell’impatto generazionale delle proposte elettorali. In questo modo, sostiene Giovannini, gli elettori potrebbero valutare non solo le promesse, ma anche gli effetti che quelle scelte produrrebbero nel tempo.

La riforma costituzionale del 2022 ha inserito tra i principi fondamentali la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, indicando esplicitamente l’interesse delle generazioni future. Nello stesso quadro è stato stabilito che l’attività economica non possa danneggiare la salute né l’ambiente.

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Un’assemblea per rimettere al centro il futuro

L’ASviS ha affiancato alle proposte istituzionali un percorso dedicato alla partecipazione dei giovani. Nel 2025 ha avviato “Ecosistema Futuro”, progetto pensato per riportare il tema del futuro nel confronto culturale e politico nazionale.

Al suo interno è stata costituita una “Costituente” formata da 40 persone sotto i 35 anni, affiancate da 12 figure esperte, tra cui ex presidenti del Consiglio, della Camera dei deputati e della Corte costituzionale. Il gruppo sta definendo le regole di una futura “Assemblea Nazionale sul Futuro”, organismo con una distribuzione anagrafica rovesciata rispetto a quella del Parlamento e chiamato a discutere le questioni decisive per il Paese.

A questo percorso si aggiungono le “Piazze sul Futuro”, incontri già organizzati in diverse località e destinati a moltiplicarsi nei prossimi mesi. L’obiettivo è riaprire una discussione pubblica su un tema spesso evocato, ma raramente tradotto in scelte operative.


La domanda sulla fiducia dei giovani

Per Giovannini, il momento attuale offre strumenti istituzionali che in passato non erano disponibili. «Se vogliamo passare dalle parole ai fatti questo è il momento perfetto, possiamo cambiare registro», ha osservato presentando le iniziative dell’Alleanza e le proposte che saranno illustrate nel prossimo Rapporto annuale dell’ASviS.

La sua critica si rivolge alla classe dirigente nel suo complesso, non soltanto ai partiti. Se le nuove regole non venissero utilizzate per correggere gli squilibri tra generazioni, diventerebbe difficile comprendere le ragioni della rabbia giovanile e della scarsa fiducia nella politica.

Da qui l’appello finale a conoscere e applicare le innovazioni già approvate. «Se la classe dirigente, non solo politica, decidesse, in un momento come questo, di non usare seriamente i nuovi strumenti disponibili per cambiare il futuro del nostro Paese allora mi sembrerebbe inutile domandarsi perché i giovani sono arrabbiati e hanno poca fiducia nella politica», ha concluso Giovannini.

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