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Cronaca 3 min di lettura1 ora fa

Gioco online, il mercato illegale europeo vale 12 miliardi

Nel 2025 il comparto non autorizzato ha pesato per un quarto dell’online, tra rischi per utenti e controlli complessi

Il gioco online illegale in Europa ha prodotto nel 2025 ricavi netti per circa 12 miliardi di euro, il triplo rispetto al 2019.

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Controlli oltre i singoli portali

La struttura internazionale del settore rende difficile attribuire responsabilità e ricostruire i legami tra proprietari effettivi, finanziatori, fornitori tecnologici e titolari delle licenze. Le società possono infatti operare attraverso più giurisdizioni, con attività e rapporti distribuiti in Paesi diversi.

Per contrastare gli abusi, secondo le analisi riportate, non è sufficiente intervenire sui singoli siti. Occorrono verifiche sui titolari reali delle imprese, sui movimenti di denaro e sulle persone coinvolte, insieme a una collaborazione più stretta tra le autorità nazionali.


Proprietà e finanziamenti sotto esame

I documenti collegati a Casino Secrets hanno sollevato interrogativi anche sull’assetto proprietario e sulle fonti di finanziamento di Stake.com e BC.Game. La semplice comparsa di una società o di un individuo nelle carte, tuttavia, non dimostra l’esistenza di violazioni.

I rapporti emersi dovranno essere confrontati con gli accertamenti ufficiali e con le spiegazioni fornite dai soggetti citati. La trasparenza societaria rimane uno degli elementi necessari per distinguere gli operatori autorizzati dalle piattaforme che agiscono fuori dalle regole.


Quanto vale il mercato europeo

Una rilevazione commissionata da Euromat e condotta da Regulus Partners e Helios su 28 mercati stima che l’offerta priva di autorizzazione rappresenti circa un quarto dell’intero comparto online. La crescita sarebbe stata sostenuta anche dalla pubblicità sui siti affiliati, dai pagamenti in criptovaluta e da campagne promozionali molto aggressive.

Le stime riferite all’UE27 indicano inoltre che, nel 2025, gli operatori non regolamentati avrebbero incassato circa 91,6 miliardi di euro lordi, pari al 72% del mercato europeo. I dati rendono centrale la verifica, da parte degli utenti, dell’autorizzazione necessaria per offrire gioco in Italia.

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Rischi per gli utenti italiani

L’accesso a un portale straniero privo di abilitazione italiana può complicare la riscossione delle vincite e la gestione delle contestazioni. In caso di problemi, anche ottenere assistenza o far valere i propri diritti può risultare più difficile, mentre la tutela delle informazioni personali richiede un’attenzione ulteriore.

Una licenza rilasciata all’estero non autorizza automaticamente un operatore a lavorare sul mercato italiano. I concessionari ammessi in Italia sono invece sottoposti alle norme nazionali e alle verifiche dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, con obblighi sulla chiarezza delle offerte, sull’identificazione dei clienti e sulla gestione tracciabile di versamenti e riscossioni.


I documenti di Casino Secrets

L’indagine Casino Secrets è partita il 26 settembre 2026 dopo la pubblicazione online di oltre 84.000 documenti e di più di due terabyte di dati prelevati senza autorizzazione dai sistemi della Curaçao Gaming Authority (CGA). Il materiale riguarda, tra gli altri aspetti, i proprietari effettivi degli operatori, l’origine dei capitali e le modalità con cui sarebbero state concesse le licenze.

La CGA ha riconosciuto l’intrusione nei propri sistemi e ha fatto sapere di avere avviato esami forensi. Tra i casi analizzati dal Guardian compare Santeda International, rete collegata ai marchi MyStake, Velobet e Goldenbet.

Le carte pubblicate riportano anche rapporti con Upgaming, impresa attiva nella tecnologia per il gioco, che ha respinto le ricostruzioni sul proprio ruolo nella gestione della rete. Un’analisi diffusa il primo ottobre ha poi esaminato un’intesa del 2022 tra Santeda e Sports Information Services (SIS), società che fornisce contenuti per le scommesse.

Nell’accordo sarebbero state coinvolte anche aziende riconducibili a Ladbrokes, William Hill e Betfred. Secondo il Guardian, gli azionisti di SIS avrebbero ricevuto almeno 37 milioni di sterline in dividendi dopo la conclusione dell’intesa; le imprese interessate hanno dichiarato di non conoscere il contratto quando fu firmato.

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