Garlasco, Sempio al bivio: cosa può succedere dopo la nuova indagine
La Procura di Pavia ha notificato l’avviso di chiusura alla difesa del 38enne: ora potranno arrivare memorie e nuove richieste prima di ogni decisione sul processo.
La conclusione degli accertamenti non porta automaticamente Andrea Sempio davanti a un giudice. La Procura di Pavia dovrà valutare le osservazioni della difesa e gli eventuali documenti depositati prima di decidere se chiedere il rinvio a giudizio per l’omicidio aggravato di Chiara Poggi.
Un’eventuale richiesta segnerebbe una nuova fase nella vicenda giudiziaria di Garlasco e potrebbe incrociarsi con le iniziative legate alla condanna definitiva di Alberto Stasi, all’epoca fidanzato della vittima e condannato a 16 anni di carcere.
Il prossimo passaggio resta nelle mani dei pm
L’avviso notificato alla difesa di Sempio consente di esaminare gli atti raccolti negli ultimi mesi, depositare memorie, presentare documenti e sollecitare ulteriori verifiche. Le medesime possibilità sono riconosciute agli altri soggetti coinvolti nel procedimento.
Soltanto dopo questo confronto con le parti i magistrati pavesi stabiliranno se avanzare l’accusa in giudizio. Anche le possibili ripercussioni sul procedimento di Stasi dipenderanno dalle decisioni della Procura e, in seguito, da quelle dell’autorità giudiziaria.
Gli elementi tecnici contro Sempio
Tra i punti centrali dell’inchiesta figura l’impronta 33, individuata sul muro della scala dove fu rinvenuto il corpo di Chiara Poggi. Gli accertamenti più recenti ne confermano l’attribuzione ad Andrea Sempio; i consulenti non hanno inoltre escluso che la mano potesse essere sporca di sangue al momento del contatto.
Le analisi sulle calzature non hanno evidenziato una incompatibilità tra il piede dell’indagato e il segno lasciato dall’assassino. La traccia è stata ricondotta a una scarpa Frau numero 42, misura ritenuta compatibile con quella di Sempio.
Il nodo della bicicletta di Stasi
Nel fascicolo è confluita anche una consulenza prodotta dalla difesa di Alberto Stasi. Secondo quel documento, due verifiche indipendenti eseguite il 20 settembre 2007 sul campione associato al Dna di Chiara sui pedali della bicicletta avrebbero dato esito completamente negativo.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
La Procura segnala però di non aver trovato quelle contro-analisi negli atti del procedimento a carico di Stasi. Per i suoi legali, quei risultati avrebbero potuto scagionarlo già allora; intanto l’accusa precisa che nessuna richiesta formale per proporre la revisione della condanna è stata presentata al procuratore generale.
La dinamica della morte resta al centro
Le consulenze di Cristina Cattaneo e dell’anatomopatologo Biagio Eugenio Leone descrivono lesioni non necessariamente inflitte subito prima del decesso. Gli esperti ritengono possibile che Chiara si sia difesa durante un’aggressione protratta, con almeno una parte dei colpi al volto e alla testa maturata nel corso di una colluttazione.
La finestra indicata per la sopravvivenza parte da 15-30 minuti dopo le lesioni e, senza escludere un periodo più lungo, può arrivare fino a 60 minuti. Tra le persone ascoltate figurano Luciano Garofano, ex comandante del Ris di Parma, convocato il 25 settembre per oltre un’ora e mezza, e alcuni militari impegnati nelle indagini del 2017.
La nuova chiusura dell’inchiesta
La Procura ha notificato alla difesa di Sempio un nuovo avviso ai sensi dell’articolo 415 bis del codice di procedura penale, dopo una precedente chiusura risalente allo scorso maggio. L’uomo è indagato per l’omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti.
Il materiale ora messo a disposizione comprende gli approfondimenti scientifici e investigativi svolti negli ultimi mesi. Il caso, nel frattempo, mantiene separati i due piani: Stasi resta condannato in via definitiva, mentre per Sempio non esiste ancora una decisione sulla richiesta di processo.
Continua a leggere
SIAE cerca mandatari: requisiti, compensi e scadenza per candidarsi
Un incarico autonomo su tutto il territorio nazionale per gestire autorizzazioni, controlli e rapporti con gli utilizzatori delle opere tutelate.
Due analisi sui pedali e un dubbio: cosa emerge dal caso Garlasco
I verbali dei carabinieri riaccendono l’attenzione su due esiti negativi mai comparsi nei processi per l’omicidio di Chiara Poggi.
Il cibo del futuro nasce al chiuso: la sfida di Planet Farms
Luca Travaglini racconta la nascita di Planet Farms e i numeri dell’agricoltura indoor, tra risparmio di risorse, cambiamento climatico e accesso al cibo.
Luce, rincaro da 236 euro: la mossa di Eni sfida Enel e A2A
Nel quarto trimestre del 2026 l’energia elettrica costerà il 37,3% in più per circa 3 milioni di clienti vulnerabili ancora in maggior tutela.