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Cronaca 3 min di lettura1 ora fa

Garlasco, Sempio accusa i social: «Tutto diventa una certezza

L’indagato per l’omicidio di Chiara Poggi contesta gli elementi dell’inchiesta, dall’orma nella cantina alla misura delle calzature, e nega ogni legame con la vittima

Andrea Sempio sostiene di ricevere più messaggi di solidarietà che contestazioni, ma segnala un aumento degli attacchi negli ultimi giorni, tanto da spingerlo a presentare alcune denunce. A suo giudizio, la diffusione dei social ha trasformato ipotesi non dimostrate in presunte verità: «Se fai un bel video dove dici una cosa, anche se non è supportata da alcuna evidenza, dal pubblico viene presa come una certezza».


Sempio difende la sua versione

L’indagato continua a ritenere corretta la condanna di Alberto Stasi. Al tempo stesso giudica prive di consistenza diverse ricostruzioni che lo riguardano e sostiene che, una volta separati i dati verificabili dalle supposizioni e dalle notizie poi smentite, il caso potrebbe essere chiarito già davanti al giudice dell’udienza preliminare.

Sempio ha inoltre ridimensionato il significato dei messaggi pubblicati in passato su un forum. A suo dire, soltanto 3 interventi su oltre 3400 contenevano riferimenti allo stupro, pari a circa l’0,08%, mentre gli altri contributi nei quali difendeva le donne non avrebbero ricevuto la stessa attenzione.


L’orma resta il nodo centrale

Nel corso dell’intervista trasmessa da Quarto grado su Retequattro, Sempio ha respinto gli elementi raccolti dalla Procura di Pavia nell’indagine sull’omicidio di Chiara Poggi. Tra questi c’è l’impronta indicata con il numero 33, individuata sul muro della scala che conduce alla cantina dove venne trovato il corpo della vittima.

L’uomo contesta che quella traccia possa essere ricondotta a lui e mette in dubbio anche la presenza di sangue. «L’impronta 33 non è mia», ha affermato, aggiungendo che gli esami svolti all’epoca non avrebbero rilevato materiale ematico. Secondo la sua ricostruzione, la posizione vicino al cadavere non basterebbe a dimostrare un collegamento con il delitto, perché altre persone potevano essersi appoggiate alla parete scendendo le scale.

La Procura, anche sulla base di una consulenza del Raggruppamento carabinieri investigazioni scientifiche, non esclude invece che l’orma della mano destra possa essere stata lasciata con sangue. Per Sempio, il contrasto tra le due letture dovrebbe essere risolto attraverso un accertamento tecnico definitivo.

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Nessun legame con Chiara Poggi

Sempio nega anche l’ipotesi di un movente sessuale e respinge l’idea di avere nutrito un’ossessione nei confronti di Chiara Poggi. Le tre telefonate effettuate alla casa della famiglia nei giorni precedenti al delitto, sostiene, duravano complessivamente meno di 30 secondi e non dimostrerebbero comportamenti persecutori.

L’indagato afferma inoltre di non avere mai avuto il numero di cellulare della ventiseienne e che il suo nome non sarebbe comparso in altri contesti collegati alla ragazza. Quanto ai filmati intimi, dichiara di averne appreso l’esistenza soltanto attraverso i mezzi di informazione: secondo la sua versione, quei contenuti non sarebbero mai stati copiati o trasferiti su dispositivi diversi dai computer e dalla chiavetta già collegati ad Alberto Stasi e a Chiara Poggi.


La contestazione sulla misura delle scarpe

Un altro punto dell’inchiesta riguarda la compatibilità tra le impronte lasciate sul pavimento della villetta di via Pascoli, a Garlasco, e la misura delle calzature. La condanna di Alberto Stasi comprende anche il riferimento al numero 42, associato alle suole con disegno a pallini attribuite all’assassino.

La consulenza di Cristina Cattaneo, incaricata dai pubblici ministeri pavesi, considera possibile che anche il piede di Sempio potesse adattarsi a quella traccia. L’uomo ribatte di aver portato il numero 44 allora come oggi e giudica la semplice compatibilità insufficiente per collegarlo al sangue o alla scena del delitto: a suo avviso, sarebbe servito un riscontro concreto, come il ritrovamento di una scarpa riconducibile a quell’impronta e contaminata con il sangue di Chiara Poggi.

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