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Cronaca 2 min di lettura58 min fa

Garlasco, nuove tracce e scontro in tv: Feltri difende Stasi

Mentre la Procura di Pavia valuta gli elementi contro Andrea Sempio, a Domenica In il giornalista contesta duramente la condanna definitiva di Alberto Stasi.

La vicenda di Garlasco torna al centro del dibattito pubblico su due piani distinti: da una parte gli accertamenti della Procura di Pavia su Andrea Sempio, dall’altra il confronto televisivo sull’inchiesta che portò alla condanna definitiva di Alberto Stasi. Proprio su questo secondo punto Vittorio Feltri, intervenuto a Domenica In il 4 ottobre, ha espresso una posizione nettissima.


Le nuove verifiche su Andrea Sempio

La Procura di Pavia ha comunicato ad Andrea Sempio, 38 anni, la conclusione rinnovata delle indagini per l’omicidio di Chiara Poggi. L’iscrizione riguarda anche le aggravanti della crudeltà e dei motivi abietti. Ora la difesa dispone di 20 giorni per presentare osservazioni e memorie, prima che gli inquirenti valutino un’eventuale richiesta di rinvio a giudizio.

Tra gli elementi esaminati dagli investigatori c’è l’impronta individuata sul muro del seminterrato della villetta di Garlasco. La traccia ematica viene considerata compatibile con la mano di Sempio; anche il segno lasciato da una calzatura risulterebbe coerente con un modello Frau numero 42 e con la conformazione del piede dell’indagato. Si tratta di valutazioni investigative, non di una condanna definitiva.


Il nodo del Dna sulla bicicletta

Nel procedimento parallelo che riguarda Alberto Stasi, la Procura ha acquisito una nuova consulenza genetica realizzata da Ugo Ricci e Pasquale Linarello. L’esame dei dati grezzi prodotti dal Ris di Parma indica che le controanalisi del 20 settembre 2007, eseguite sul materiale prelevato dai pedali della bicicletta Umberto Dei, avrebbero dato risultato completamente negativo.

Quei risultati non avrebbero quindi confermato la presenza del DNA di Chiara Poggi sulla bicicletta, uno degli elementi utilizzati all’epoca dall’accusa. Secondo la consulenza, inoltre, nei documenti del procedimento a carico di Stasi non sarebbe stata trovata traccia di quelle verifiche. È proprio su questo passaggio che si è concentrato il confronto televisivo.

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Feltri contro la lettura giudiziaria

Ospite in collegamento con Mara Venier e Tommaso Cerno, il generale Luciano Garofano, già comandante dei Ris di Parma, ha respinto l’idea che le analisi siano state occultate. Ha spiegato che la Procura avrebbe segnalato soltanto l’assenza, negli atti del 2007, delle copie di quei risultati, senza accusare lui o i suoi collaboratori di omissioni. Garofano ha anche ricordato che Stasi è stato giudicato in cinque diversi passaggi processuali e che la sua innocenza, per mettere in discussione la sentenza, dovrebbe essere dimostrata attraverso una revisione.

Feltri ha invece sostenuto che la ricostruzione della mattina dell’omicidio renda incompatibile il coinvolgimento di Stasi. «Solo un idiota può pensare» che il giovane abbia interrotto la tesi di laurea per uccidere la fidanzata, per poi rientrare e riprendere il lavoro, ha affermato durante la trasmissione.

Il giornalista ha ricordato che Stasi fu assolto nei primi due gradi di giudizio, prima della condanna definitiva, e ha rivolto parole molto dure alla magistratura: «Questa vicenda è l’episodio più squallido della storia della magistratura italiana». Il confronto con Garofano si è chiuso così senza un punto d’incontro tra la tesi dell’errore giudiziario e quella secondo cui la sentenza resta valida fino a un’eventuale revisione.

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