Garlasco, il documento su Stasi divide gli esperti: cosa contiene
La criminologa Alessandra Bramante nega di aver redatto un profilo psicologico, mentre la difesa esamina nuovi atti in vista della revisione del processo.
«Non ho mai fatto nessun profilo, se faccio relazioni metto data e firma». Alessandra Bramante, intervenuta a Ore 14 su Rai 2, ha respinto così l’attribuzione di una valutazione psicologica su Alberto Stasi. La professionista ha spiegato di non aver mai preparato un’analisi personologica dell’ex fidanzato di Chiara Poggi, né una relazione su carta intestata priva di data e sottoscrizione.
La dichiarazione riporta al centro un documento risalente alla prima fase dell’inchiesta sul delitto di Garlasco. Secondo quanto emerso, il testo sarebbe stato richiesto dal Ris di Parma, ma non dalla Procura di Vigevano, e non sarebbe stato inserito nel fascicolo dell’epoca.
La valutazione senza firma
Il materiale è composto da 13 pagine articolate in 17 punti. L’intestazione riporta il nome di Alessandra Bramante, indicata come psicologa e criminologa clinica, ma sul documento non compaiono né una data né la firma autografa della professionista.
La valutazione prende in esame alcuni verbali resi da Stasi nell’agosto 2007: quelli del 13 e del 17 agosto, quando venne ascoltato come testimone, e quello del 22 agosto, quando si presentò spontaneamente come persona sottoposta a indagini. Nel testo gli sarebbero stati attribuiti tratti legati a freddezza, capacità di calcolo e manipolazione.
Il documento è stato acquisito dalla Procura di Pavia il 10 settembre, attraverso un ordine di esibizione disposto nell’ambito degli accertamenti su Andrea Sempio. È poi confluito negli atti depositati alla chiusura della nuova inchiesta sul delitto di Chiara Poggi.
La difesa rinvia il deposito
Proprio l’esame di quel fascicolo sta modificando i tempi della richiesta di revisione preparata per Stasi. Gli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis stanno verificando ogni atto raccolto dalla Procura di Pavia, ritenendo che vi siano numerosi elementi utili alla posizione del loro assistito e possibili anomalie nelle indagini originarie.
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La condanna definitiva di Stasi è pari a 16 anni. La domanda di revisione dovrà essere presentata alla Corte d’Appello di Brescia, ma la difesa non ha indicato una scadenza precisa: l’obiettivo resta procedere appena concluso il lavoro di analisi, anche alla luce dei nuovi documenti.
Una nuova testimonianza in arrivo
Nei giorni scorsi i legali avevano anticipato l’esistenza di un elemento destinato, a loro giudizio, a suscitare grande attenzione. Bocellari aveva precisato che non si trattava di una prova documentale né di una consulenza tecnica.
Tra le ipotesi considerate c’è quella di una testimonianza raccolta di recente. La difesa, tuttavia, non ha confermato la natura del nuovo elemento: il contenuto completo sarà reso noto soltanto quando l’istanza verrà depositata a Brescia.
L’analisi degli atti riguarda anche l’inchiesta su Andrea Sempio, il commesso di 38 anni accusato dalla Procura pavese dell’omicidio aggravato di Chiara Poggi. Secondo la ricostruzione investigativa contenuta nei nuovi atti, quella contestazione non coinvolgerebbe Stasi, condannato in via definitiva per il delitto.
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Una valutazione psicologica del 2007 sarebbe riemersa nelle nuove indagini: il testo analizza gli interrogatori di Alberto Stasi, ma non risulta sottoscritto né depositato allora.