Garlasco, il dettaglio del 44 riaccende il caso Sempio
Un’intercettazione della madre e una nuova valutazione medico-legale riportano al centro la compatibilità tra il piede di Andrea Sempio e le impronte trovate nella villetta.
Il numero di scarpe è uno degli elementi esaminati dagli investigatori nell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi. Andrea Sempio, oggi trentottenne e indagato per omicidio aggravato, porta una 44: secondo i consulenti della Procura di Pavia, però, questa misura non escluderebbe la compatibilità con le impronte lasciate nella casa di Garlasco.
La questione emerge anche da una telefonata intercettata il 28 ottobre 2025. Daniela Ferrari, madre di Sempio, commentava il fatto che al figlio fossero state prese le misure a distanza di vent’anni dai fatti: «L’unica cosa che gli è rimasta uguale all’epoca è il numero di scarpe: aveva il 44 allora e ce l’ha ancora adesso».
Il piede può cambiare nel tempo
La valutazione è contenuta in una nota firmata dai consulenti Cristina Cattaneo, Gianpaolo Iuliano e Nicola Caprioli. Gli esperti hanno confrontato le caratteristiche del piede di Sempio con quelle associate a una calzatura Frau numero 42, ritenuta all’origine delle impronte “a pallini” esaminate nell’indagine.
La consulenza sostiene che la misura della scarpa non possa essere confrontata in modo rigido con quella del piede attuale. In particolare, l’aumento di peso può modificare in maniera rilevante larghezza e volume del piede, rendendo compatibili dimensioni che a prima vista sembrerebbero diverse.
L’impronta 33 resta sotto esame
Un altro elemento indicato dalla Procura di Pavia è la cosiddetta impronta 33, una traccia della mano destra individuata sul muro. Secondo la ricostruzione investigativa, sarebbe stata lasciata dall’assassino mentre si sporgeva per verificare le condizioni di Chiara Poggi.
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L’intonaco era stato sottoposto a un esame per cercare eventuali tracce di sangue, ma il risultato era stato negativo. La Procura, guidata da Fabio Napoleone, sta facendo ricorso a un’analisi sperimentale: il particolato minerale alcalino presente nell’intonaco potrebbe infatti impedire di stabilire con certezza se vi siano o meno residui ematici.
La telefonata agli atti dell’inchiesta
La conversazione di Daniela Ferrari è stata registrata dai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano e inserita nell’informativa trasmessa alla Procura di Pavia. La donna contestava il fatto che le misurazioni fossero state eseguite sul figlio solo molti anni dopo l’omicidio e ricordava come, nel frattempo, il suo peso fosse aumentato di circa venti chilogrammi.
Per gli investigatori, il numero 44 richiamato nella telefonata sarebbe compatibile con il piede attribuito a Sempio e con le valutazioni contenute nella consulenza. L’indagine riguarda il delitto per cui Alberto Stasi, all’epoca fidanzato della ventiseienne Chiara Poggi, è stato condannato.
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