Firenze, fascicolo per omicidio sulla morte di David Rossi
Il fascicolo nasce dopo l’esposto della famiglia e l’acquisizione degli atti parlamentari; verifiche anche a Brescia.
Un’inchiesta per omicidio riguarda ora il caso di David Rossi, affidata alla Dda fiorentina.
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La rinuncia all’audizione
Gabriele Ceccherelli ha ritirato la propria disponibilità a comparire davanti alla commissione parlamentare. L’ascolto, previsto informalmente per il 3 novembre, è saltato dopo che la difesa non ha ricevuto le trascrizioni complete delle dichiarazioni raccolte da due persone coinvolte nella ricostruzione.
Il legale Federico Bagattini ha spiegato che gli atti erano stati consegnati con parti omesse e ha contestato anche le modalità con cui sarebbero state raccolte alcune testimonianze. La difesa ha chiesto di poter esaminare integralmente le deposizioni e di confrontarsi con chi le ha rese. «La disponibilità resta confermata per l’autorità giudiziaria», ha precisato l’avvocato.
Le accuse esaminate dalla commissione
Il presidente dell’organismo parlamentare, Gianluca Vinci, aveva indicato Giuseppe Mussari e Gabriele Ceccherelli come presunti mandante e organizzatore di un’azione intimidatoria contro Rossi. Secondo la ricostruzione riferita da Vinci, l’obiettivo sarebbe stato spingere il manager ad accettare determinate condizioni; l’episodio avrebbe in seguito avuto un esito diverso da quello inizialmente previsto. Gli interessati hanno respinto le accuse e, sulla base degli elementi citati, non risultano iscritti nel registro degli indagati.
A sostegno di questa lettura sono state esaminate le dichiarazioni di un cittadino brasiliano detenuto per omicidio e di un imprenditore calabrese considerato vicino alla ’ndrangheta. Entrambi hanno riportato condanne irrevocabili per calunnia. La difesa del cittadino brasiliano ha messo in discussione il modo in cui alcune informazioni sono state acquisite.
Le piste dell’indagine
Tra gli aspetti verificati dagli investigatori figurano le ferite rilevate sul corpo di Rossi e possibili rapporti con ambienti della criminalità organizzata. Gli accertamenti comprenderebbero anche persone ritenute vicine alla cosca del boss Nicolino Grande Aracri.
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Un altro filone riguarda il sistema delle sponsorizzazioni del Monte dei Paschi di Siena. Gli inquirenti starebbero ricostruendo la destinazione delle somme e la riduzione dei finanziamenti registrata nei periodi che precedettero il decesso del manager.
Origine e sviluppi giudiziari
L’inchiesta era partita nei mesi scorsi, dopo l’invio degli atti da parte della Procura di Siena. A sollecitare nuovi accertamenti sono state anche Antonella Tognazzi, moglie di Rossi, e Carolina Orlandi, figlia del manager.
Nel fascicolo sono confluiti inoltre i materiali della commissione parlamentare d’inchiesta. Nella relazione intermedia depositata a marzo, l’organismo aveva escluso che si fosse trattato di suicidio. Un procedimento analogo risulta avviato anche dalla Procura di Brescia.
Rossi, ex responsabile della comunicazione di Monte dei Paschi di Siena, morì il 6 marzo 2013 dopo essere precipitato dalla finestra del suo ufficio a Palazzo Salimbeni. La Procura di Siena aveva archiviato due volte il caso ritenendo che si trattasse di suicidio.
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