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Cronaca 2 min di lettura3 giorni fa

Fiesole, aggredì la moglie con una roncola: la sentenza e i risarcimenti

Yamen Badr dovrà scontare 16 anni per il tentato omicidio della moglie, rimasta tetraplegica dopo l’aggressione nella casa di Montebeni.

La condanna arriva dopo un’aggressione che ha lasciato una donna tetraplegica e coinvolto un’intera famiglia: Yamen Badr dovrà trascorrere 16 anni in carcere per aver cercato di uccidere la moglie con una roncola. Il fatto risale al 9 agosto 2025 e si verificò nell’abitazione della coppia, a Montebeni, nel territorio di Fiesole.

Prima della lettura della sentenza, l’agricoltore tunisino ha parlato in aula. «Non stavo bene perché in quel periodo assumevo droga», ha dichiarato, sostenendo così la propria versione sulle condizioni in cui si trovava quella sera.


La perizia e la decisione del giudice

Il gip Alessando Moneti ha accolto la richiesta della pm Alessandra Falcone, che aveva quantificato la pena in 24 anni. La scelta del rito abbreviato ha comportato lo sconto di un terzo, portando la condanna definitiva a 16 anni di reclusione.

L’accusa contestava il tentato omicidio aggravato dai maltrattamenti in famiglia. Le ferite provocate dai colpi hanno causato alla vittima traumi alla colonna vertebrale e lesioni da taglio, con conseguenze gravissime e permanenti.

Il difensore Samuele Zucchini ha annunciato una valutazione critica della decisione, richiamando la consulenza medico-legale prodotta nel procedimento. Secondo quella relazione, al momento dell’attacco l’imputato sarebbe stato totalmente incapace di intendere e di volere a causa dell’assunzione di sostanze stupefacenti. «È stato inflitto il massimo della pena», ha commentato l’avvocato.

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Anni di umiliazioni prima dell’attacco

Nel processo è emerso anche il contesto familiare precedente alla violenza. La donna, secondo la ricostruzione dell’accusa, avrebbe subito per lungo tempo insulti, denigrazioni e mortificazioni, talvolta davanti ai genitori del marito e alla babysitter delle due figlie.

Al centro delle contestazioni c’era anche il modo in cui la moglie si occupava dell’educazione delle bambine. In una circostanza, sempre secondo quanto ricostruito, Badr le avrebbe rimproverato davanti ai suoceri di averlo sposato esclusivamente per ragioni economiche.

Oltre alla pena detentiva, il tribunale ha stabilito che il risarcimento integrale dovrà essere definito in sede civile. Nel frattempo, l’imputato dovrà versare una provvisionale di 200.000 euro alla moglie, 50.000 euro a ciascuna delle due figlie e altri 200.000 euro complessivi ai genitori della vittima.

I familiari sono assistiti dagli avvocati Lapo Bechelli ed Eriberto Rosso. Per Rosso, la pronuncia rappresenta una decisione equilibrata; Bechelli ha invece sottolineato che nessuna pena può cancellare la sofferenza del padre della donna e che la sentenza ha confermato l’impianto dell’accusa.

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