Fentanyl, la scia dei vip non si ferma: il caso Hayden Panettiere
La morte dell’attrice riaccende l’attenzione sugli oppioidi sintetici: tra gli elementi emersi ci sono sostanze diverse e l’ipotesi di un fentanyl clandestino.
L’ipotesi più inquietante riguarda l’origine della sostanza: per Kendall Von Crowns, medico legale citato dalla CNN, la presenza di 4-ANPP punta verso un fentanyl realizzato fuori dai canali farmaceutici, quindi prodotto in modo illecito. È il tipo di droga che negli ultimi anni ha provocato migliaia di morti negli Stati Uniti e che, secondo le autorità, continua a circolare anche attraverso reti criminali legate ai cartelli messicani.
Cosa stanno verificando gli investigatori
Gli inquirenti vogliono chiarire se Hayden Panettiere si fosse procurata medicinali non autorizzati, forse falsificati, tramite un pusher nel Sud della California. La Dea sta tentando di stabilire se il fentanyl sia partito dalla South Carolina oppure se l’attrice lo avesse con sé dopo essere decollata da Los Angeles il giorno prima. Al momento, però, questi accertamenti non modificano l’esito della vicenda.
L’ultima notte a Greenville
La ricostruzione parte da un Airbnb di Greenville, in South Carolina, dove Panettiere alloggiava. Sul tavolo dell’appartamento, in condizioni di disordine, gli agenti hanno trovato pillole blu e una cannuccia. Quando i soccorritori sono intervenuti il 16 agosto, l’attrice, 36 anni, era già in arresto cardiaco e i tentativi di rianimazione non hanno avuto esito. Le compresse sono poi risultate positive al fentanyl.
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La conferma del coroner
Pochi giorni fa è arrivata la decisione definitiva: il medico legale della contea di Greenville ha indicato una morte accidentale, attribuita agli effetti tossici di fentanyl, 4-ANPP, alprazolam, metocarbamolo e quetiapina. Il caso di Panettiere si inserisce così nella lunga lista di vittime celebri che ha alimentato l’allarme sugli oppioidi sintetici, mentre in Europa il fenomeno viene osservato con crescente attenzione.
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