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Cronaca 2 min di lettura42 min fa

Fantuzzi resta ai domiciliari per la morte del cugino

Il giudice ha respinto le richieste della difesa: l’indagato potrà parlare soltanto con moglie, legale e medici.

Elico Fantuzzi resta agli arresti domiciliari per la morte del cugino Alfredo, 74 anni, soffocato dopo aver mangiato un bombolone alla crema. Il gip ha respinto la richiesta della difesa, che aveva proposto la libertà oppure, in alternativa, l’obbligo di firma.

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La difesa del familiare

A parlare in favore di Fantuzzi è stata una nipote, intervenuta mantenendo l’anonimato. La donna ha descritto lo zio come una persona abituata ad assistere i parenti anziani e quelli non autosufficienti, comprese alcune vedove rimaste sole.

Secondo la cinquantenne, il dolce portato ad Alfredo sarebbe stato un gesto di attenzione e non l’azione deliberata per provocarne la morte. «Elico non è capace di commettere ciò di cui è accusato, sono pronta a giurarlo su mia figlia», ha dichiarato, sostenendo che qualcun altro potrebbe aver cercato di nascondere un proprio errore.


Le accuse della Procura

Fantuzzi, 76 anni, davanti al giudice ha scelto di non rispondere alle domande, ma ha reso dichiarazioni spontanee. «Volevo bene ad Alfredo, per me era come un fratello», ha affermato, negando di aver agito con l’intenzione di fargli del male.

Alfredo viveva in una struttura assistenziale ed era seguito per problemi psichiatrici e per una grave difficoltà nella deglutizione. Dal 2009 Elico ricopriva il ruolo di tutore legale e, secondo gli inquirenti, conosceva le limitazioni alimentari del parente, che poteva assumere soltanto cibi liquidi.

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L’accusa ritiene che il movente possa essere legato al patrimonio mobiliare di Alfredo, superiore a 300mila euro, del quale Fantuzzi è coerede. Gli investigatori contestano inoltre all’indagato di aver già portato in altre occasioni alimenti solidi al cugino, venendo richiamato dal personale della struttura.


Le misure disposte dal gip

La difesa aveva evidenziato l’assenza di precedenti penali e chiesto una misura meno restrittiva. Fantuzzi aveva espresso anche la volontà di poter incontrare i figli e i nipoti.

Il giudice ha però confermato i domiciliari. Le comunicazioni dell’indagato restano limitate alla moglie, all’avvocato e ai medici autorizzati.

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