Elettronica usa e getta: il prezzo nascosto degli acquisti a pochi euro
Il 90% degli europei possiede dispositivi destinati a durare poco, ma il loro smaltimento scorretto aggrava l’impatto ambientale e il rischio di incendi
Mini-ventilatori, cuffie e luci a led appartengono a una categoria di prodotti economici e facilmente sostituibili. Il loro costo ridotto, tuttavia, si accompagna a una vita utile spesso brevissima e a problemi crescenti al momento dello smaltimento.
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Durano poco, si accumulano subito
In occasione della Giornata Internazionale dei Rifiuti Elettronici, emerge la diffusione di questo tipo di apparecchi. Il 90% degli europei possiede almeno un dispositivo di elettronica usa e getta, ma il suo impiego raramente supera i sei mesi.
La breve durata favorisce un ricambio continuo: oggetti acquistati per una necessità momentanea vengono presto abbandonati o sostituiti. Tra gli esempi più comuni figurano proprio i piccoli ventilatori, le cuffie e le luci a led.
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L’indifferenziata aumenta il pericolo
Il problema non riguarda soltanto la quantità di rifiuti prodotti, ma anche il modo in cui vengono conferiti. Una persona su quattro getta questi dispositivi nella raccolta indifferenziata, invece di destinarli al corretto circuito per i rifiuti elettronici.
Questa pratica accresce il rischio di incendi e rende più difficile gestire correttamente materiali e componenti presenti negli apparecchi. Così, dietro prodotti venduti per pochi euro, si accumula un costo ambientale molto più alto.
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