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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Due uomini fermati per l’omicidio di Bacio Terracino

Culiersi e Pecorelli sono sospettati per il delitto ripreso dalle telecamere nel rione Sanità l’11 maggio 2009

Ciro Culiersi, 39 anni, e Oscar Pecorelli, 47, sono stati arrestati per l’omicidio di Mariano Bacio Terracino, avvenuto a Napoli nel 2009. I carabinieri hanno eseguito per entrambi un provvedimento che dispone la permanenza in carcere, richiesto dalla Direzione distrettuale antimafia e firmato dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Napoli.

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Le nuove dichiarazioni agli inquirenti

Gli sviluppi dell’inchiesta sono arrivati anche grazie ai racconti di diversi collaboratori di giustizia. Tra loro c’è una persona che ha scelto di parlare con gli investigatori nel febbraio 2026 e che avrebbe fornito elementi utili per ricostruire l’agguato e individuare i presunti responsabili.

Secondo l’accusa, Culiersi avrebbe condotto lo scooter usato per portare sul posto l’autore materiale della sparatoria. Pecorelli, invece, è ritenuto colui che avrebbe concepito e preparato l’azione, mantenendo i contatti tra le persone coinvolte.


La sparatoria nel rione Sanità

Bacio Terracino fu ucciso l’11 maggio 2009 all’interno di un bar in vicolo Santa Maria del Pozzo, nel rione Sanità. La vittima si trovava sulla soglia del locale quando un uomo uscì e fece fuoco più volte contro di lui.

Le telecamere di sorveglianza ripresero la scena. Le immagini furono diffuse alcuni mesi dopo e mostrarono le fasi dell’agguato, attirando l’attenzione dei media in Italia e all’estero. Il filmato aveva documentato l’esecuzione, ma non aveva chiarito chi avesse pianificato l’operazione né quale fosse il ruolo degli altri partecipanti.

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L’ipotesi del regolamento di conti

Gli investigatori collegano il delitto a una vendetta tra gruppi criminali. L’omicidio potrebbe essere stato una ritorsione per la morte di Gennaro Moccia, esponente storico della criminalità di Afragola, assassinato negli anni Settanta.

Bacio Terracino era stato processato con l’accusa di aver preso parte a quell’uccisione, ma il procedimento si era concluso con la sua assoluzione. Le indagini avrebbero inoltre fatto emergere il possibile coinvolgimento di una terza persona, nel frattempo deceduta, oltre a quello di altri soggetti che non sono ancora stati identificati.


La posizione degli arrestati

Pecorelli era già sottoposto al regime previsto dall’articolo 41 bis dell’ordinamento penitenziario. Culiersi, invece, aveva concluso una precedente pena nel carcere di San Gimignano il 16 ottobre ed era tornato libero soltanto undici giorni prima dell’arresto.

Per entrambi il giudice ha disposto la permanenza in un istituto penitenziario durante la fase cautelare. Le contestazioni dovranno ora essere valutate nel corso del procedimento, mentre gli accertamenti proseguono per chiarire la posizione degli altri possibili partecipanti.

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