Due firme al giorno dopo il caos sulla linea Firenze-Pisa
Il gip dispone l’obbligo di presentazione per un giovane coinvolto nell’indagine sull’ostacolo collocato sui binari a Lastra a Signa nella notte di Natale 2025
L’inchiesta sull’interruzione ferroviaria avvenuta tra Firenze e Pisa arriva a una prima misura cautelare: un giovane fiorentino dovrà presentarsi due volte ogni giorno in caserma. La decisione del gip di Firenze riguarda l’ipotesi di attentato alla sicurezza dei trasporti, mentre gli accertamenti avrebbero escluso una matrice terroristica o eversiva.
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La misura imposta dal giudice
L’ordinanza è stata eseguita dalla Digos dopo la richiesta avanzata dalla Procura di Firenze. Per l’indagato è stato disposto l’obbligo di firma quotidiano presso la polizia giudiziaria, con due accessi giornalieri alla caserma.
La procura aveva sollecitato un provvedimento più severo: obbligo di dimora e divieto di uscire durante la fascia notturna. Il gip ha invece scelto una misura diversa, applicata a seguito degli interrogatori svolti nei confronti di due persone: un ragazzo di 25 anni e una donna di 30.
Che cosa accadde a Lastra a Signa
L’episodio risale alle ore notturne comprese tra il 23 e il 24 dicembre 2025. Nella zona di Lastra a Signa, lungo la tratta ferroviaria che collega Firenze a Pisa, sui binari vennero sistemati un palo appartenente alla segnaletica stradale e altri materiali abbandonati.
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La presenza degli oggetti fece scattare l’allarme di sicurezza e determinò il blocco della circolazione ferroviaria. Proprio quel danneggiamento costituisce il centro dell’indagine per il giovane sottoposto all’obbligo di presentazione.
Le verifiche sull’ipotesi terroristica
Un passaggio importante dell’inchiesta si è registrato il 2 luglio 2026, quando gli investigatori dell’Antiterrorismo della Polizia di Stato hanno perquisito entrambi gli indagati. L’attività investigativa avrebbe consentito di raccogliere nuovi elementi utili a ricostruire le responsabilità relative all’accaduto.
Gli approfondimenti, secondo quanto riferito dalla questura, hanno però escluso collegamenti con gruppi criminali o con formazioni eversive di matrice terroristica. Resta quindi contestata la sicurezza dei trasporti, ma non una condotta riconducibile al terrorismo.
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