Due bambini senza scuola né cure: in aula il racconto del padre
A Torino è ripreso il procedimento contro i genitori di due fratellini: l’uomo deve rispondere anche delle accuse mosse dall’ex compagna
Il padre ha respinto ogni contestazione e ha indicato nella gestione familiare dell’ex compagna l’origine delle difficoltà vissute dai due figli. La sua deposizione è arrivata nel processo di Torino che riguarda due bambini di 6 e 10 anni, descritti dall’accusa come spesso lasciati scalzi o con abiti insufficienti, lontani dalla scuola e senza adeguate cure mediche.
Il padre respinge le accuse
Ascoltato durante l’udienza, l’uomo ha negato di avere maltrattato i figli. Ha sostenuto che, per un periodo, i fratellini fossero rimasti soltanto con lui e che in quella fase li accompagnasse dal medico e dal dentista. Le assenze scolastiche, secondo la sua versione, sarebbero state legate alle difficoltà pratiche di raggiungere l’istituto: tra casa e scuola c’erano 44 chilometri da percorrere in automobile.
Il genitore ha poi raccontato che la compagna non voleva imporre ai bambini attività contro la loro volontà. «Se non volevano lavarsi, non dovevano», ha riferito in aula, aggiungendo di avere rimproverato soltanto occasionalmente la figlia maggiore quando, a suo giudizio, superava i limiti. Ha inoltre citato un episodio legato ai fiori strappati nel giardino di un vicino, sostenendo che la donna avesse risposto: «La terra è di tutti».
La separazione al centro del processo
Il procedimento riguarda entrambi i genitori, accusati di maltrattamenti e di violazione degli obblighi di assistenza. Il quadro contestato comprende bambini spostati da un’abitazione all’altra, la mancata frequenza scolastica e l’assenza, secondo l’accusa, di visite mediche regolari. La vicenda si colloca nel contesto della difficile rottura della coppia.
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A carico dell’uomo ci sono anche le accuse di lesioni e maltrattamenti nei confronti dell’ex compagna. La donna, nel dicembre 2024, si era rivolta a un centro antiviolenza del Torinese. Nell’udienza precedente aveva invece escluso che i figli fossero stati trascurati, spiegando di ispirarsi a Maria Montessori e di aver puntato sulla loro autonomia, indipendenza e capacità naturale di svilupparsi.
Scuola e lavoro dei genitori
La madre aveva dichiarato di essersi occupata inizialmente in prima persona dell’istruzione dei bambini. In seguito, ritenendo troppo pesante sostenere da sola quel compito, li aveva iscritti alla seconda classe della scuola primaria.
Fino al 2020 i due avevano lavorato nell’organizzazione di spettacoli e attività d’animazione per bambini. Successivamente la donna aveva ricevuto il reddito di cittadinanza, mentre l’uomo ha riferito di occuparsi oggi di «consulenze astrologiche». Saranno gli elementi raccolti nel processo a chiarire le rispettive responsabilità.
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