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Cronaca 3 min di lettura2 ore fa

Dormire meglio, vivere meglio: il nuovo percorso contro l’insonnia

A Roma nasce un programma integrato che combina diagnosi, specialisti, tecnologie non invasive e interventi personalizzati sul sonno.

A Roma, Longevia Medical Clinic opera come struttura dedicata alla medicina della longevità, con un’impostazione basata sulla prevenzione e sull’intervento tempestivo prima che un disturbo si trasformi in una patologia. La clinica collabora con Ubri Institute e Fondazione Integria Ets e riunisce competenze mediche diverse all’interno del proprio comitato scientifico.

La qualità del riposo viene verificata attraverso un questionario validato a livello internazionale, somministrato in quattro occasioni: all’avvio, durante il percorso, al termine e dopo tre mesi. In questo modo i medici possono confrontare i risultati e seguire nel tempo l’evoluzione del sonno.

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Un problema che riguarda milioni di persone

I disturbi del sonno hanno una diffusione ampia. Una ricerca di Rand Europe, realizzata in sedici Paesi tra Europa, Nord America e Australia, indica che circa un adulto su due manifesta sintomi d’insonnia, mentre uno su dodici convive con una forma cronica.

Anche le apnee ostruttive rappresentano un fenomeno rilevante: una stima pubblicata su “The Lancet Respiratory Medicine” le attribuisce a quasi un miliardo di adulti fra i trenta e i sessantanove anni nel mondo. In molti casi il problema può essere associato al russamento e accompagnarsi a sonnolenza diurna, risvegli frequenti e affaticamento al mattino.


Un percorso costruito sul singolo paziente

È in questo quadro che Longevia ha presentato a Roma lo “Sleep Program”, un trattamento multidisciplinare pensato per affrontare insonnia, interruzioni del riposo, respirazione notturna alterata, bruxismo e stanchezza persistente. L’obiettivo indicato dai promotori è recuperare un sonno più regolare e ridurre le conseguenze fisiche e psicologiche legate al riposo insufficiente, tra cui irritabilità, infiammazione e calo delle energie.

Il programma si sviluppa nell’arco di tre mesi, ma il piano terapeutico viene definito soltanto dopo una valutazione completa. Il gruppo di lavoro comprende il professor Lino Di Rienzo Businco, il dottor Marco Peresson e il professor Pier Luigi Rossi, intervenuti alla presentazione dell’iniziativa.

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Dalla diagnosi alle terapie mirate

La fase iniziale comprende una visita neurologica, l’esame delle vie respiratorie, anche mediante endoscopia, la spirometria e la polisonnografia, che registra i parametri del sonno durante la notte. Il quadro viene completato con l’analisi delle abitudini alimentari, della composizione corporea e del metabolismo.

Tra gli strumenti utilizzati figura Neurorevital, tecnologia sviluppata con Ubri Institute e Fondazione Integria. Si tratta di una stimolazione magnetica a basso campo, non invasiva, rivolta alle aree cerebrali coinvolte nella regolazione del sonno. Le sedute vengono affiancate da trattamenti fisio-osteopatici, indicazioni nutrizionali personalizzate e integrazione mirata.


Il sonno coinvolge mente, respiro e alimentazione

Secondo Lino Di Rienzo Businco, direttore scientifico di Longevia e presidente di Fondazione Integria e Ubri Institute, il riposo notturno non dovrebbe essere considerato un disagio da accettare passivamente: “Dormire male non è normale, e non va sopportato in silenzio”. Il medico ha spiegato che il sonno contribuisce ai processi di recupero dell’organismo e che le difficoltà possono riflettersi su umore, attenzione e salute nel lungo periodo.

Il neurologo Marco Peresson ha sottolineato l’importanza di individuare l’origine del disturbo, perché persone con sintomi simili possono avere cause differenti. Pier Luigi Rossi ha invece richiamato il rapporto tra nutrizione e riposo: “Il sonno comincia a tavola”. Secondo lo specialista, l’equilibrio tra intestino e cervello può incidere sul benessere notturno e richiede quindi indicazioni alimentari adattate al singolo caso.

I curatori del programma spiegano che dietro l’insonnia possono esserci ansia, difficoltà respiratorie, tensioni muscolari, alimentazione non adeguata o alterazioni dei processi infiammatori. L’impostazione scelta da Longevia punta perciò a far lavorare insieme più specialisti, invece di affrontare ogni sintomo separatamente.

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