Dopo la tragedia di Tortona: carcere confermato per la madre
Il giudice ha convalidato il fermo della trentenne accusata della morte della figlia Alessandra Lucia, mentre la difesa descrive una situazione di profonda solitudine.
La madre della bambina morta a Tortona resterà detenuta. Durante l’udienza di convalida, la trentenne russa ha scelto di non rispondere alle domande del giudice per le indagini preliminari Riccardo Ghio, che ha confermato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere.
GioiaPura
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La madre non risponde al giudice
Il provvedimento è arrivato dopo la richiesta della Procura di Alessandria. La donna, trasferita nel carcere di Vercelli da venerdì, è accusata di avere colpito con un’arma da taglio la figlia Alessandra Lucia, poco più che tre anni, nell’abitazione dove vivevano nel centro storico di Tortona.
La difesa sostiene che la trentenne non sarebbe ancora nelle condizioni psicofisiche necessarie per affrontare un interrogatorio. «La signora non è in condizioni psicofisiche per sostenere un interrogatorio», ha riferito l’avvocata Federica Tartara, del foro di Alessandria, spiegando che in un secondo momento potrebbe essere valutata una richiesta di audizione davanti al pubblico ministero.
Il tentativo dopo la morte della figlia
Secondo quanto riferito dalla legale, dopo l’aggressione alla bambina la donna avrebbe cercato di togliersi la vita. Sarebbe stata inoltre lei stessa a chiamare i soccorsi attraverso il 112; nell’alloggio, al loro arrivo, sarebbe stato trovato anche un manoscritto redatto in russo.
La comunicazione con la trentenne richiede l’assistenza di un interprete, perché la donna non padroneggerebbe bene l’italiano. Per la difesa, il caso si inserisce in un quadro di forte isolamento e disperazione: «Il gesto estremo contro la figlia è stato rivolto da Viktorija, quella notte, anche verso sé stessa».
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Una vicenda familiare ancora da chiarire
La bambina viveva con la madre in un appartamento di accoglienza sociale. Viktorija era separata dal compagno italiano e, secondo quanto ricostruito dalla difesa, tra i due vi sarebbe stato un rapporto difficile, accompagnato da un conflitto sull’affidamento della figlia.
Agli atti risulta una denuncia per violenza domestica, mentre il relativo procedimento era stato successivamente archiviato. Prima di essere accolta a Tortona, la donna aveva soggiornato in una struttura di Voghera, in provincia di Pavia.
L’avvocata ha descritto una donna senza lavoro, priva di familiari nelle vicinanze e senza una rete personale stabile. «La sua è la storia di una donna che si è sentita sola, abbandonata», ha aggiunto Tartara, sottolineando che servirà altro tempo per ricostruire con precisione le ragioni e le dinamiche della tragedia.
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