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Cronaca 2 min di lettura30 set

Dopo 11 mesi il ritorno nel bosco: ora si apre la fase dei pernotti

Nathan Trevallion e Catherine Birmingham hanno riabbracciato i figli nella loro abitazione per un’ora e mezza, in attesa del possibile rientro definitivo.

Dopo quasi 11 mesi lontani, i bambini della famiglia che viveva nel bosco hanno potuto rientrare per la prima volta nella loro abitazione. La visita è durata un’ora e mezza, ma rappresenta un passaggio concreto verso il graduale riavvicinamento ai genitori e alla vita nella piccola fattoria.

L’incontro si è svolto tra abbracci, una merenda preparata in giardino e la presenza degli animali che fanno parte dell’ambiente familiare. A riferire i dettagli è stato Simone Pillon, legale di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham.


Il prossimo passo saranno i pernotti

Secondo quanto spiegato dall’avvocato, tra circa 15 giorni dovrebbe iniziare una nuova fase del percorso stabilito dal Tribunale per i minorenni. In quel momento potrebbero partire i pernottamenti, con l’obiettivo di aumentare progressivamente il tempo trascorso dai bambini nella casa del bosco.

Pillon ha descritto l’incontro come un ulteriore avvicinamento alla soluzione definitiva della vicenda, pur sottolineando che il ritorno completo non è ancora avvenuto. “È stato solo un breve periodo, ma è un altro passo verso il rientro definitivo”, ha affermato il legale.


Il lungo impegno dei genitori

Nel rispetto delle disposizioni giudiziarie, Nathan Trevallion e Catherine Birmingham avrebbero percorso oltre 30mila chilometri nell’arco di pochi mesi. Gli spostamenti servivano a raggiungere la casa famiglia e a mantenere una presenza costante accanto ai figli, senza interrompere il rapporto con loro.

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Per il loro avvocato, questa continuità dimostrerebbe l’impegno e l’affetto dei due genitori. Pillon ha auspicato che tale comportamento venga valutato nel procedimento insieme agli altri elementi già considerati dal tribunale.


La reazione durante la visita

Il ritorno nell’abitazione ha avuto anche un forte impatto emotivo. I bambini, secondo il racconto del legale, hanno mostrato gioia nel ritrovare la casa, i genitori e gli animali della fattoria, anche se per un periodo limitato.

“Per loro quella casa significa sicurezza, calore e il nido che hanno atteso a lungo”, ha detto Pillon, raccontando di essersi commosso davanti alla loro reazione. Il percorso resta quindi ancora in corso, con l’attesa per l’avvio dei pernottamenti e per i successivi sviluppi stabiliti dalle autorità minorili.

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