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Cronaca 3 min di lettura16 min fa

Diabete, in Italia la terapia settimanale: da 365 iniezioni a 52

Novo annuncia l’arrivo di una combinazione tra insulina e semaglutide e prepara la versione in pillola del trattamento contro l’obesità.

Ridurre da 365 a 52 le iniezioni annuali per chi convive con il diabete: è una delle novità annunciate per l’Italia da Novo, che si prepara a introdurre una terapia settimanale basata su insulina e semaglutide. Nel nostro Paese dovrebbe arrivare tra i primi mercati europei anche la formulazione orale di semaglutide destinata all’obesità.

Emil Larsen, vicepresidente esecutivo per le attività internazionali di Novo, ha illustrato il nuovo corso dell’azienda durante il congresso europeo dedicato allo studio del diabete in svolgimento a Milano. Il gruppo ha inoltre adottato il nome semplificato Novo e lo slogan «La salute duratura inizia ora», collegato all’obiettivo di intervenire su obesità, diabete e altre patologie croniche su scala globale.


Diabete, meno iniezioni e doppio effetto

La combinazione settimanale unisce l’azione dell’insulina a quella del semaglutide, un farmaco della classe GLP-1 già impiegato anche nei trattamenti contro l’obesità. Secondo Larsen, il primo componente sostiene il controllo della glicemia, mentre il secondo interviene soprattutto quando serve un aiuto aggiuntivo dopo i pasti e contribuisce a limitare l’aumento di peso associato alla terapia insulinica.

L’Italia è stata scelta tra i primi Paesi europei per la disponibilità del trattamento, anche grazie alla collaborazione storica tra Novo e la rete dei medici italiani. «Un paziente con diabete passa da 365 iniezioni all’anno a 52», ha spiegato Larsen, sottolineando i possibili effetti sulla qualità della vita. La nuova soluzione, ha aggiunto, punta a combinare un controllo più efficace della glicemia, minori somministrazioni e assenza di incremento ponderale durante la terapia insulinica.


La pillola contro l’obesità

Tra le innovazioni attese c’è anche la versione orale del semaglutide, finora disponibile in forma iniettabile. Il farmaco è stato utilizzato da oltre 50 milioni di persone dal 2018 e, nella nuova formulazione, potrebbe offrire una perdita di peso intorno al 17% insieme a una protezione cardiovascolare. Larsen non ha indicato una data precisa per il debutto italiano, ma ha assicurato che l’attesa non sarà lunga.

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In Italia circa 6 milioni di persone vivono con l’obesità, mentre soltanto il 2% riceve un trattamento. La preferenza di molti pazienti per una pillola rispetto a un’iniezione viene considerata uno dei fattori capaci di ampliare l’accesso alle cure. Nei Paesi dove i farmaci GLP-1 sono stati adottati maggiormente, come Danimarca e Stati Uniti, Novo osserva già un’inversione nella traiettoria della diffusione dell’obesità.


Cure più mirate e attenzione ai bambini

Per il futuro, l’azienda indica due direzioni: rendere le terapie più semplici e disponibili a un numero maggiore di persone, ma anche adattarle alle diverse condizioni cliniche. Alcuni pazienti potrebbero avere bisogno di soluzioni orientate alla salute del fegato, altri alla prevenzione di infarti e ictus. L’obiettivo della ricerca è quindi sviluppare interventi sempre più specifici per una platea mondiale che comprende quasi 2 miliardi di persone con obesità o diabete.

Particolare preoccupazione riguarda infine l’aumento dell’obesità infantile in Italia. Larsen ha ricordato che i bambini obesi hanno una probabilità elevata di mantenere la stessa condizione in età adulta e per tutta la vita. Gli studi citati dal manager indicano nell’intervento precoce una strategia efficace per migliorare la salute futura e ridurre il rischio di sviluppare altre malattie croniche.

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