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Cronaca 2 min di lettura2 ore fa

118, cinque reti unite sull’intelligenza artificiale: la svolta è condividere

A Roma Ares 118, Seus 118, Areu, Azienda Zero e Areus hanno avviato un percorso comune per usare l’intelligenza artificiale senza sostituire le decisioni dei professionisti.

Nel soccorso sanitario la vera sfida non è raccogliere ogni informazione in un unico archivio, ma fare in modo che sistemi diversi imparino gli uni dagli altri. È questo il principio alla base dell’intesa siglata a Roma da cinque organizzazioni italiane dell’emergenza-urgenza.

Ares 118 del Lazio, Seus 118 della Sicilia, Areu della Lombardia, Azienda Zero del Piemonte e Areus della Sardegna hanno firmato la Dichiarazione di Intenti di Roma. Il documento apre una collaborazione per mettere in comune esperienze, applicazioni, risultati e problemi incontrati nell’uso dell’intelligenza artificiale.


La rete punta sull’interoperabilità

L’accordo nasce nella Sala Tevere della Regione Lazio e sviluppa il concetto di «intelligenza condivisa nel soccorso», già delineato dalla Carta di Catania sottoscritta nell’aprile scorso. Le realtà coinvolte manterranno autonomia organizzativa e responsabilità proprie, lavorando però su conoscenze e pratiche condivise.

L’obiettivo non è imporre un modello identico a tutti né trasferire ogni dato dentro una piattaforma centrale. La prospettiva indicata dalle cinque organizzazioni è quella di favorire il dialogo tra sistemi differenti, così da migliorare la capacità di apprendere dalle informazioni prodotte durante gli interventi. Le aree interessate comprendono la valutazione delle richieste di aiuto, l’impiego delle risorse, il sostegno agli equipaggi, il coordinamento tra operatori e il passaggio delle informazioni agli ospedali.

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Tecnologia al servizio dei professionisti

Secondo l’impostazione condivisa, l’intelligenza artificiale dovrà affiancare gli operatori e non prendere il loro posto. Nell’attività quotidiana del 118 si accumulano dati su tempi, decisioni, soluzioni adottate e risultati: trasformare questo patrimonio in conoscenza comune può incidere su qualità, sicurezza, efficienza e rapidità di risposta.

Narciso Mostarda, direttore generale di Ares 118, ha riassunto così il senso dell’iniziativa: «Il valore dell’innovazione non si misura dalla novità tecnologica, ma dalla capacità di produrre cambiamenti concreti in termini di qualità, sicurezza, efficienza e risposta». Nel corso del confronto è stato inoltre illustrato l’impiego dell’intelligenza artificiale da parte di Ares 118 nell’ambito del 116117, il Numero Europeo Armonizzato per le cure non urgenti e gli altri servizi sanitari territoriali a bassa intensità.

L’incontro ha visto l’apertura del presidente di Seus Sicilia Riccardo Castro e di Mostarda, oltre all’intervento del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca. Marco Iacobelli ha presentato il documento, mentre il confronto finale ha coinvolto Massimo D’Angelo per Azienda Zero Piemonte, Massimo Lombardo per Areu Lombardia e Angelo Maria Serusi per Areus Sardegna, insieme ai rappresentanti delle società scientifiche e delle reti di volontariato.

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