Di Segni rilancia dal Vaticano: il nodo Israele frena il confronto
Il Rabbino Capo di Roma contesta il documento vaticano sul dialogo interreligioso e segnala un punto che, a suo giudizio, resta irrisolto: il riferimento a Israele.
Per Riccardo Di Segni, il confronto tra cristiani ed ebrei si complica quando viene a mancare la disponibilità a capire l’identità dell’altro. È da qui che parte la sua osservazione sul recente testo della Santa Sede, 'Un cammino di speranza', dedicato al dialogo interreligioso.
La critica alla nota vaticana
Il Rabbino Capo di Roma sostiene che nel documento, firmato da tre dicasteri, si avverta la difficoltà di affrontare fino in fondo la complessità del mondo ebraico. A suo avviso, la nota lo riduce soprattutto alla dimensione di fede e identità religiosa, mentre gli ebrei rappresentano anche nazione e storia.
Di Segni considera poi rilevante l’assenza del nome Israele, precisando che questo non equivale automaticamente a parlare di Stato di Israele. Su questo passaggio, ha detto che «fa impressione».
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
La frase su Gesù palestinese
Nel commentare ancora il documento, Di Segni ha aggiunto una battuta che mette in luce il suo disagio: «Oggi un Gesù palestinese suona strano».
Continua a leggere
Pisa, la protesta finisce su TikTok: il caso delle presunte microspie
Circa 40 detenuti hanno chiesto un confronto con i vertici del carcere Don Bosco; dopo momenti di tensione, la situazione è rientrata sotto controllo.
Pisa, tensione in carcere: detenuti occupano un reparto
La protesta sarebbe nata dopo il ritrovamento di dispositivi di ascolto nelle celle e una diretta sui social per chiedere aiuto all’esterno.
Pisa, la rivolta dal carcere finisce online: cosa mostrano le immagini
Una diretta trasmessa da un detenuto ha documentato barricate, agenti in assetto antisommossa e il riferimento a presunte microspie trovate nelle celle.
Insinna cita Garlasco in tv: la battuta che cambia tono alla gag
Durante la seconda puntata, una parrucca e una battuta su Milo Infante portano in scena anche il delicato caso giudiziario seguito dal giornalista.