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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Derby di Torino, la resa dei conti dopo la guerriglia: scattano le misure

La Digos sta applicando i provvedimenti tra Piemonte e Nord Italia per gli scontri del 24 maggio, costati gravi ferite al tifoso juventino Marco Basoccu.

A oltre quattro mesi dagli incidenti del 24 maggio, le indagini sugli scontri tra tifoserie di Torino e Juventus entrano in una nuova fase. La Digos della questura sta eseguendo misure cautelari in Piemonte e in altre regioni del Nord Italia, mentre resta aperto il caso del tifoso bianconero Marco Basoccu, colpito alla testa durante la guerriglia e rimasto ricoverato per quasi tre settimane.


Il ferito resta il caso centrale

Basoccu venne raggiunto da un lacrimogeno lanciato da un agente del Reparto mobile. Le conseguenze furono gravi: il tifoso fu trasportato all’ospedale Molinette, da cui è stato dimesso soltanto dopo un lungo periodo di degenza.

La vicenda ha alimentato forti critiche sulla gestione dell’ordine pubblico. Pier Luigi Basoccu, padre del tifoso ferito, ha contestato più volte le modalità con cui furono separate le due fazioni: «La gestione dell’ordine pubblico è stata disastrosa. Le tifoserie avversarie vanno tenute separate invece di scontrarsi come successo quel giorno».


La tensione esplose vicino allo stadio

Gli episodi più violenti iniziarono intorno alle 18, quando il corteo dei sostenitori granata, proveniente dallo stadio Filadelfia, raggiunse piazzale San Gabriele di Gorizia, nelle vicinanze dell’Olimpico. Alcuni ultras juventini tentarono di avvicinarsi, ma il passaggio venne bloccato da uno schieramento delle forze dell’ordine.

In quella fase furono lanciate pietre, bottiglie e bombe carta. Per contenere la situazione, la polizia utilizzò più di 150 lacrimogeni. Il corteo proseguì poi verso corso Galileo Ferraris, in direzione della Curva Maratona.

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Le responsabilità finiscono sotto esame

Durante l’avanzata, alcune decine di ultras bianconeri del gruppo Viking riuscirono a raggiungere i tifosi del Torino. Poco dopo arretrarono verso la zona di prefiltraggio situata davanti agli ingressi del settore ospiti e dell’area dei Distinti destinata ai sostenitori juventini: fu proprio in quel frangente che Basoccu venne colpito.

La ricostruzione degli avvenimenti è stata affidata alla Squadra mobile insieme al pubblico ministero Paolo Scafi, che aveva sollecitato gli arresti domiciliari per il poliziotto ritenuto responsabile del lancio. Il giudice Antonio Borretta ha però scelto una misura diversa, disponendo la sospensione dell’agente dal servizio per un anno.

Le operazioni condotte ora dalla Digos riguardano invece gli sviluppi giudiziari legati agli scontri tra gli ultrà. I provvedimenti vengono eseguiti in più territori del Piemonte e del Nord Italia, a distanza di oltre quattro mesi dalla giornata culminata nel ferimento del tifoso juventino.

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