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Cronaca 2 min di lettura46 min fa

Corigliano-Rossano, sindaco ai domiciliari per voti e assunzioni

La Dda di Catanzaro contesta un presunto patto con un uomo vicino alla cosca di Rossano

Il sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi è stato posto agli arresti domiciliari nell’ambito di un’inchiesta della Dda di Catanzaro. L’operazione è stata eseguita dal Ros e dai carabinieri del Comando provinciale di Cosenza.

L’accusa ipotizza un’intesa elettorale basata sullo scambio tra sostegno alle urne e promesse di impiego nel Comune o in enti collegati.

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L’ipotesi dello scambio elettorale

Secondo gli investigatori, Annibale Matalone, finito in carcere e ritenuto vicino alla cosca di Rossano, avrebbe lavorato per raccogliere consensi a favore di Stasi attraverso Vincenzo Curia, anche lui destinatario dei domiciliari. In cambio, Matalone avrebbe chiesto un posto per sé e per alcuni familiari nell’amministrazione comunale o in strutture collegate.

In un’intercettazione citata nell’ordinanza, Matalone avrebbe detto di accontentarsi, in cambio dell’appoggio politico, di una «fatighedda», cioè di un impiego ordinario. Il suo coinvolgimento nella campagna elettorale sarebbe stato subordinato proprio alla garanzia di un lavoro, indicato in particolare presso il cimitero comunale.


I contatti ricostruiti dagli inquirenti

Una conversazione del 6 maggio 2024 è al centro della ricostruzione. Curia avrebbe riferito a Matalone dell’interesse di Stasi a mettersi in contatto con lui in vista delle elezioni comunali. Sempre secondo gli atti, Curia avrebbe aggiunto che il sindaco conosceva già Matalone e disponeva del suo numero di telefono.

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Matalone, però, avrebbe negato di avere frequentazioni dirette con Stasi, riconoscendo soltanto rapporti cordiali con una persona a lui vicina. Dieci giorni dopo, Curia gli avrebbe chiesto di incontrarlo nei pressi del comitato elettorale del sindaco. Una telecamera avrebbe ripreso i due mentre parlavano sul lato opposto della strada, senza però filmare un incontro tra loro e Stasi.


Le prove citate nell’ordinanza

Pochi giorni più tardi, Matalone sarebbe stato intercettato mentre affermava: «io lo voto e lo faccio votare a Stasi... una ventina di voti glieli ho arrangiati…». La frase è stata inserita dagli inquirenti nella ricostruzione dei presunti accordi elettorali.

Il giudice per le indagini preliminari ha indicato intercettazioni e immagini della videosorveglianza come elementi a sostegno della gravità indiziaria. L’ordinanza descrive un’attività di Curia finalizzata a far entrare in contatto Matalone e Stasi, con comunicazioni condotte senza telefonate perché ritenute troppo rischiose dai due indagati.

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