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Cronaca 2 min di lettura4 giorni fa

Contraccezione, il patto che cambia il dialogo con il ginecologo

Gedeon Richter Italia coinvolge quattro specialisti in un progetto per rendere le scelte contraccettive più informate, personali e condivise.

La scelta del metodo contraccettivo non viene presentata come una decisione da subire, ma come un percorso da costruire insieme. È questo il punto centrale de ‘Il patto sulla contraccezione’, iniziativa promossa da Gedeon Richter Italia in occasione del World Contraception Day, con l’obiettivo di rafforzare il confronto tra giovani donne e ginecologi.

Il progetto è stato realizzato con Alessandro Messina, Christian Battipaglia, Francesca Manganello e Valentina Cappelli. I quattro specialisti intervengono con video e caroselli pubblicati sul profilo Instagram ‘MyBodyMatch’, spazio dedicato all’informazione sulla contraccezione: il percorso è iniziato il 21 settembre e si conclude il 26 settembre, data della Giornata mondiale della contraccezione, con un contenuto dedicato al significato dell’alleanza.


Una scelta costruita a due

L’idea del patto rende visibile la responsabilità condivisa tra medico e paziente. Da un lato, il ginecologo offre ascolto, preparazione e indicazioni attendibili; dall’altro, la donna viene invitata a portare nella conversazione domande, esigenze, aspettative e possibili perplessità.

Il primo tema affrontato è l’empowerment, inteso come partecipazione concreta alle decisioni sulla salute riproduttiva. La contraccezione viene così collegata non solo agli aspetti clinici, ma anche alla sessualità, ai desideri individuali e ai progetti personali. “Io porto competenza, ascolto e informazioni. Tu porta domande, desideri e aspettative. Insieme possiamo trovare la soluzione contraccettiva più adatta a te”, spiega Valentina Cappelli, sottolineando il ruolo del dialogo nella scelta.


Informarsi per superare i falsi miti

Un secondo pilastro riguarda la qualità delle informazioni disponibili. Opinioni personali, convinzioni diffuse e contenuti non verificati possono condizionare il percorso; per questo il confronto con uno specialista serve a distinguere i dati attendibili dai preconcetti e a esprimere senza timori domande o paure.

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Christian Battipaglia richiama proprio la necessità di affrontare apertamente i dubbi prima che si trasformino in convinzioni errate. Nel progetto, l’informazione diventa quindi uno strumento per decidere con maggiore consapevolezza, attraverso un rapporto basato sulla fiducia e sul confronto.


Il metodo può cambiare nel tempo

Tra i messaggi della campagna c’è anche l’idea che una scelta contraccettiva non debba essere considerata definitiva. Le esigenze possono modificarsi insieme alle relazioni, alle priorità, ai desideri e ai progetti di vita; di conseguenza, il metodo può essere rivalutato con il ginecologo quando la situazione personale cambia.

“Una scelta consapevole non è una scelta immutabile. È una scelta che sa adattarsi alle diverse fasi della vita”, osserva Alessandro Messina. La continuità del rapporto con lo specialista rappresenta il quarto elemento del percorso: non soltanto una risposta a un bisogno immediato, ma un accompagnamento nelle diverse fasi della vita della donna.

Francesca Manganello descrive questo impegno come una relazione che prosegue nel tempo, offrendo occasioni per porre quesiti, ottenere informazioni affidabili e verificare quale soluzione sia più adatta. I quattro temi — empowerment, informazione, cambiamento e continuità — confluiscono così in un’unica proposta: affrontare la contraccezione attraverso una decisione condivisa tra donna e ginecologo.

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