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Cronaca 1 min di lettura55 min fa

Consolato e ambasciata cercano un alloggio per il 30enne svedese

Dopo la chiusura della pista, consolato e ambasciata cercano una soluzione per il giovane rimasto nello scalo

Il 30enne svedese che da alcune settimane vive nell’aeroporto di Napoli dovrà lasciare lo scalo, chiuso dal 1° novembre per lavori alla pista. Le autorità diplomatiche stanno cercando un’alternativa per la sua sistemazione.

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Le ipotesi sul suo passato

Il giovane avrebbe dichiarato di non ricordare la propria identità, ma secondo quanto emerso saprebbe invece chi è, da dove proviene e quale sia il suo nome. L’ipotesi è che non voglia rientrare in Svezia per evitare di affrontare alcuni problemi personali.

Sul suo passato circolano riferimenti a vicende legate agli stupefacenti e a possibili debiti non saldati. Non è chiaro, tuttavia, se in patria lo stiano cercando le forze dell’ordine, persone con cui avrebbe avuto contrasti o altri soggetti. Si tratta di ricostruzioni non confermate ufficialmente.


Le giornate trascorse nel terminal

Secondo alcune testimonianze, il 30enne arrivava nello scalo intorno alle 3.30 e vi restava fino alle 22.30. Avrebbe mantenuto un comportamento tranquillo, presentandosi con un aspetto curato e senza creare problemi agli altri passeggeri o al personale.

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Alle persone che provavano ad aiutarlo avrebbe accettato cibo e vestiti, chiedendo però anche 500 euro. La somma, stando alle ipotesi raccolte, potrebbe servirgli per affrontare le difficoltà lasciate in Svezia.


Il ruolo delle autorità diplomatiche

La chiusura dell’aeroporto di Capodichino ha reso impossibile proseguire quella permanenza. Il giovane deve quindi trovare un altro luogo dove stare, mentre il caso è passato all’attenzione delle autorità competenti.

Sono coinvolti il consolato svedese di Napoli e l’ambasciata svedese a Roma. Le due sedi stanno valutando una soluzione sulla base delle prime segnalazioni ricevute.

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