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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Commemorazione a Roma, scontro sulla piazza: l’Anpi non arretra

Dopo gli insulti rivolti alla delegazione durante l’anniversario del rastrellamento, l’associazione annuncia che continuerà a partecipare alle iniziative della memoria e della Resistenza.

La delegazione romana dell’Anpi sostiene di essere stata insultata e minacciata verbalmente durante la cerimonia organizzata dal Comune di Roma per ricordare l’anniversario del rastrellamento nazifascista. Secondo l’associazione, l’episodio ha coinvolto alcuni esponenti della comunità ebraica e si è svolto alla presenza delle forze dell’ordine, che hanno impedito che la tensione sfociasse in violenza fisica.

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L’Anpi resta alla cerimonia

Nonostante il confronto acceso, i rappresentanti dell’Anpi hanno deciso di non lasciare il luogo della commemorazione. L’associazione afferma di essere rimasta in piazza insieme alle altre realtà presenti, respingendo quello che definisce un tentativo di intimidazione.

In una nota, l’organizzazione ha fatto sapere che continuerà a partecipare agli appuntamenti dedicati alla memoria della Resistenza e che manterrà un ruolo centrale nelle iniziative pubbliche, a partire dalle celebrazioni del 25 aprile. Il riferimento, aggiunge l’Anpi, è ai valori della lotta partigiana e ai principi della Costituzione repubblicana.


Il nodo delle posizioni sulla Palestina

L’Anpi collega l’accaduto alle proprie prese di posizione sui crimini di guerra commessi in Palestina dall’esercito israeliano e al sostegno espresso verso la popolazione civile di Gaza e della Cisgiordania. Nella ricostruzione dell’associazione, proprio queste denunce avrebbero alimentato l’ostilità nei confronti della delegazione.

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La nota accusa inoltre la comunità ebraica romana guidata da Fadlun di mostrare da tempo difficoltà nel riconoscere il valore dei metodi democratici e nel rifiutare la violenza. L’Anpi distingue però da questa posizione altri cittadini ebrei italiani, ricordando gli appelli e i manifesti sottoscritti negli ultimi mesi a favore di una riflessione sui crimini di guerra in Palestina.


La replica alle contestazioni

L’associazione sostiene che le tensioni fossero state anticipate da precedenti dichiarazioni del presidente Fadlun e parla di una successiva rivendicazione dell’episodio. La ricostruzione diffusa dall’Anpi attribuisce quindi lo scontro a un contrasto politico e civile già emerso nei giorni precedenti.

«Non ci facciamo intimidire e continueremo a presenziare nei luoghi della Resistenza», ribadisce l’organizzazione, confermando l’intenzione di proseguire il proprio impegno pubblico. Tra i principi indicati figurano libertà, autodeterminazione, democrazia e il riconoscimento di uno Stato palestinese e dei diritti del suo popolo.

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