Colosseo, il giallo della fune: perché Andrea Moretti è caduto
La Procura di Roma e i carabinieri stanno ricostruendo gli ultimi istanti dell’operaio morto durante i lavori al Colosseo, mentre resta da chiarire il mancato aggancio della fune.
Andrea Moretti è precipitato da circa dieci metri nel cuore della notte, mentre lavorava sul Colosseo, e il punto centrale dell’indagine è ancora uno solo: capire perché la fune non fosse fissata alla parete. Per i magistrati romani e per i carabinieri, infatti, la dinamica dell’incidente potrebbe nascondere profili di responsabilità legati alla sicurezza sul lavoro.
Il giovane stava operando sull’impianto di illuminazione quando, poco dopo la mezzanotte tra martedì e mercoledì, ha perso il supporto ed è caduto. L’impatto gli è stato fatale. Ora gli investigatori vogliono stabilire se si sia trattato di una tragica fatalità o se, al contrario, ci siano state negligenze nella gestione dell’intervento.
La caduta durante i lavori
Moretti si trovava in cima alla volta del terzo livello della parete, impegnato nelle operazioni previste per il nuovo sistema di illuminazione. Secondo la ricostruzione iniziale, avrebbe dovuto calarsi gradualmente fino a terra grazie a una fune di sicurezza.
La discesa, però, non è avvenuta come previsto. Per ragioni che restano da chiarire, il giovane è finito nel vuoto e ha riportato conseguenze mortali. La caduta è stata di circa dieci metri e non gli ha lasciato possibilità di sopravvivere.
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L’inchiesta su possibili responsabilità
Sul caso è stata aperta un’indagine e al momento l’ipotesi di reato formulata è quella di omicidio colposo, in relazione alle norme che regolano la sicurezza nei cantieri. Gli accertamenti dovranno chiarire la sequenza precisa dei fatti e verificare se tutte le procedure siano state rispettate.
Il nodo da sciogliere resta quello indicato fin dall’inizio: perché la fune non era agganciata alla parete del Colosseo. Da questa risposta dipenderà la valutazione di eventuali carenze organizzative o di altre responsabilità nella morte dell’operaio.
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