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Cronaca 2 min di lettura5 ore fa

Collettivi studenteschi: sciopero indipendente il 20 novembre

Osa e Cambiare rotta chiedono una mobilitazione separata da Cgil e partiti del campo largo

I collettivi studenteschi hanno lanciato un appello per uno sciopero indipendente fissato al 20 novembre. L’iniziativa punta a coinvolgere studenti, giovani, associazioni e organizzazioni di rappresentanza in una giornata nazionale di mobilitazione.

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L’appello dei collettivi

Tra i promotori figurano anche Osa e Cambiare rotta, insieme ad altri collettivi e centri sociali. Nel documento diffuso, il movimento sostiene che una generazione si stia mobilitando in diversi Paesi europei, dentro e fuori da scuole e università.

Secondo i firmatari, questa mobilitazione non deve essere ricondotta alla Cgil né alle forze politiche del campo largo. L’obiettivo dichiarato è costruire una protesta autonoma, senza subordinare le rivendicazioni degli studenti alle esigenze dei partiti o delle organizzazioni sindacali.

«Non siamo la Cgil e il campo largo non ci rappresenta», affermano i collettivi, che invitano alla partecipazione anche i ragazzi e le ragazze di seconda generazione, le liste studentesche e le associazioni già coinvolte nelle precedenti iniziative.


Le critiche a governo e sindacati

Nel testo, le accuse sono rivolte al governo e a chi viene considerato responsabile delle politiche sulla formazione pubblica e sul lavoro. I promotori contestano inoltre le posizioni sulla difesa comune europea e le scelte relative alla Tav in Val di Susa.

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La presa di distanza riguarda anche la Cgil, accusata di voler incanalare lo sciopero generale dentro una logica di confronto istituzionale. I collettivi sostengono invece la necessità di un coordinamento diretto tra studenti e lavoratori.


L’invito a scendere in piazza

L’appello chiede di unire scuole e università alla mobilitazione dei lavoratori, con cortei e iniziative nelle città. I firmatari hanno indicato come obiettivi della protesta il governo, le imprese e i sindacati ritenuti complici delle politiche contestate.

«Il 20 novembre non ci arruoliamo», scrivono i promotori, prendendo le distanze sia dall’esecutivo, accusato di sostenere guerra, carovita e razzismo, sia dalla Cgil e dal campo largo. La giornata di sciopero è quindi presentata come un appuntamento autonomo, costruito al di fuori delle strutture sindacali e politiche esistenti.

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