Cocaina più forte e più danni: l’allarme che arriva dal Nordest
Sequestri raddoppiati in dieci anni e purezza media salita al 75%: l’analisi dell’Ulss 3 fotografa anche l’aumento delle dipendenze e delle conseguenze sanitarie.
Per la Chirurgia maxillofacciale dell’ospedale dell’Angelo di Mestre, le lesioni provocate dall’abuso prolungato di cocaina non sono più eventi eccezionali. Il reparto tratta almeno un caso ogni anno e, nell’ultimo decennio, il primario Michele Franzinelli riferisce di aver osservato circa dieci perforazioni gravi del palato.
Franzinelli segnala anche forme iniziali, spesso non riconosciute dai pazienti come conseguenza del consumo. La sostanza può causare la morte dei tessuti attraverso la vasocostrizione; in alcuni casi, aggiunge il medico, nemmeno analgesici e anestetici locali riescono a controllare il dolore.
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Il crack alza il rischio overdose
L’incremento della potenza riguarda una droga che viene assunta anche attraverso nuove modalità. Giampietro Frison, tossicologo forense dell’Ulss 3, spiega: «Fumare questa sostanza, anziché assumerla per via intranasale, consente un ingresso in circolo maggiore e molto più veloce, quindi il rischio overdose risulta ancora più alto».
Il Serd dell’Ulss 3 ha registrato una crescita delle persone seguite per problemi legati alla cocaina: da 259 nel 2015 si è passati a 389 nel 2025, con un aumento del 130%. Nello stesso periodo, i pazienti assistiti per abuso di crack sono triplicati, passando da 15 a 45.
Sequestri raddoppiati in dieci anni
Il quadro emerge dall’esame di 6.300 campioni raccolti tra il 2015 e il 2025. Si tratta di materiale sequestrato dalle Forze dell’ordine e consegnato dalle Procure di sei tribunali del Nord Italia per le analisi dell’Ulss 3 Serenissima.
Nel confronto tra il triennio 2015-2017 e quello 2023-2025, il numero delle dosi sequestrate è cresciuto da 300.000 a 600.000. Circa la metà dei campioni arriva dalla provincia di Venezia, soprattutto dall’area di Mestre e dalle località turistiche di Jesolo, Caorle e Bibione.
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Purezza e potenza cambiano scenario
La concentrazione media della cocaina è salita dal 50% al 75%. Negli ultimi cinque anni, i campioni con una percentuale inferiore al 50% sono diventati quasi marginali, mentre sono aumentati quelli che superano l’80% di purezza.
Ancora più marcata è la crescita delle dosi ad alta concentrazione: erano 27mila e sono arrivate a 300mila, segnando un incremento del 1000%. Tra i fattori che contribuiscono a rendere più potente la sostanza ci sono anche preparazioni ottenute associando procaina e caffeina.
Un’analisi pubblicata a livello internazionale
Lo studio dell’Ulss 3 è stato pubblicato sulla rivista Forensic Science International e porta nella comunità scientifica internazionale i dati raccolti nel Nordest. L’indagine mette in relazione l’evoluzione dei sequestri con la maggiore presenza di prodotti ad alta concentrazione.
Frison collega inoltre l’uso della cocaina al pericolo sulle strade: una quota significativa degli incidenti stradali, spiega, è associata alla guida in condizioni di alterazione psicofisica dopo l’assunzione della sostanza.
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