Cobolli, stop a Pechino: perché le Finals restano a portata
Il numero 7 del mondo cede a Safiullin in due set, ma la corsa verso Torino non è compromessa e Shanghai offre subito una nuova chance
La corsa di Flavio Cobolli verso le ATP Finals non subisce una svolta negativa dopo l’eliminazione a Pechino. Il romano ha trovato una giornata complicata contro Roman Safiullin, capace di imporsi 6-3, 6-2, ma il margine costruito durante la stagione mantiene concreto l’obiettivo di qualificarsi.
Il calendario, inoltre, concede al tennista italiano un’opportunità immediata per reagire. Dopo l’uscita dall’ATP 500 cinese, Cobolli ha già raggiunto Shanghai, dove dal 7 al 18 ottobre è in programma il penultimo Masters 1000 dell’anno.
La fatica pesa sul rendimento
La partita è rimasta sotto il controllo del russo per quasi tutta la sua durata. Safiullin, numero 87 della classifica mondiale, ha chiuso l’incontro in un’ora e 25 minuti, confermando il buon momento già mostrato a Hangzhou, torneo nel quale era arrivato fino alla semifinale prima di fermarsi contro Daniil Medvedev.
Cobolli, testa di serie numero 4 a Pechino, potrebbe aver risentito degli impegni ravvicinati. La Laver Cup si era conclusa il 27 settembre e, a questa trasferta, si è aggiunto il tempo necessario per adattarsi al fuso orario: elementi che possono avere inciso sulla prestazione del numero 7 del mondo.
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Torino resta un obiettivo concreto
La battuta d’arresto cinese lascia qualche rimpianto, perché un buon percorso avrebbe permesso a Cobolli di aggiungere punti importanti nella graduatoria stagionale. Tuttavia, il bilancio del 2026 rimane abbastanza solido da mantenere vicina la qualificazione alle ATP Finals.
Tra i risultati che sostengono la candidatura del romano ci sono la prima finale in uno Slam, raggiunta al Roland Garros, e il successo nell’ATP 500 di Acapulco. Il prossimo appuntamento di Shanghai arriva quindi senza lunghe pause e può diventare il teatro del rilancio immediato.
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