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Cronaca 2 min di lettura2 ore fa

Cinque processi dopo, i Poggi non cambiano idea su Garlasco

A Verissimo Rita Preda e Giuseppe Poggi raccontano la stanchezza per l’attenzione mediatica e ribadiscono la loro posizione su Alberto Stasi e le nuove indagini.

La nuova fase investigativa sul caso di Chiara Poggi non ha modificato la convinzione dei suoi genitori. Ospiti di Verissimo, su Canale 5, Rita Preda e Giuseppe Poggi hanno spiegato di considerare ancora Alberto Stasi il responsabile, pur dicendosi pronti ad accettare qualsiasi diversa conclusione della giustizia.

A spingerli davanti alle telecamere, però, non è stata soltanto la vicenda giudiziaria. La coppia ha scelto di parlare soprattutto per riportare l’attenzione sulla figlia, che secondo loro è rimasta sullo sfondo durante l’ultimo anno e mezzo di discussioni televisive e giornalistiche.


Il peso di un’attenzione continua

Rita Preda ha descritto il periodo recente come un’esposizione ancora più invasiva rispetto a quella seguita alla prima indagine. «Questo anno e mezzo è stato un circo mediatico, peggio della prima inchiesta», ha detto a Silvia Toffanin, aggiungendo che il racconto pubblico ha finito per concentrarsi quasi esclusivamente sul caso e sui suoi protagonisti giudiziari.

La madre di Chiara ha raccontato di avere contato, in una sola giornata, sette programmi televisivi dedicati alla vicenda. Ha spiegato di seguire poco queste trasmissioni perché non riesce più a sostenere una pressione simile, mentre il marito presta maggiore attenzione a ciò che viene trasmesso.

La situazione avrebbe avuto conseguenze anche sul paese. Secondo Rita Preda, il Comune è stato costretto a impedire ai non residenti di accedere alla strada interessata, così da limitare la presenza di cronisti e troupe televisive. «Sembra che esista solo Garlasco come notizia, sono stanca», ha aggiunto.


La convinzione sulla responsabilità

Giuseppe Poggi ha scelto di non entrare nel merito degli ultimi accertamenti su Andrea Sempio, ma ha chiarito quale sia oggi la posizione della famiglia. La condanna maturata nei procedimenti precedenti rappresenta per i genitori una verità giudiziaria già definita, anche se l’inchiesta non è ancora conclusa.

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«La giustizia ci ha dato un colpevole, per noi è Stasi», ha dichiarato il padre di Chiara. Ha ricordato gli otto anni attraversati dalla famiglia e i cinque processi affrontati, sottolineando quanto sia difficile rivedere una convinzione costruita dopo un percorso tanto lungo.

Rita Preda ha espresso lo stesso orientamento: finché un’autorità giudiziaria non indicherà un’altra responsabilità, per loro il colpevole resterà Stasi. Entrambi hanno comunque precisato che, qualora la procura arrivasse a una conclusione diversa, ne prenderebbero atto.


Il ricordo della figlia

Nel corso dell’intervista, i Poggi hanno provato a sottrarre Chiara alla sola dimensione del delitto. Hanno ricordato una ragazza studiosa, con il desiderio di diventare manager, e hanno rievocato il momento in cui aveva parlato loro di Alberto Stasi, senza ancora presentarlo personalmente.

Rita ha raccontato anche quanto sia stato difficile riprendere le abitudini condivise con la figlia. Tra queste c’era la spesa nello stesso supermercato: tornarci dopo la morte di Chiara, ha spiegato, le è sembrato inizialmente un ostacolo enorme. La presenza in televisione è servita così ai genitori per riportare il discorso sulla persona, oltre il clamore che da anni accompagna il caso.

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