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Cronaca 1 min di lettura1 ora fa

Cinque inneschi e nessuna firma: il mistero del rogo alla fibra

Le immagini delle telecamere potrebbero aiutare la Digos a identificare gli autori, mentre gli investigatori valutano anche la pista terroristica.

A indirizzare le indagini potrebbero essere soprattutto le registrazioni degli impianti di videosorveglianza. Gli investigatori stanno verificando se dalle immagini emergano elementi utili per risalire a chi ha appiccato l’incendio ai cavi della fibra.


Le telecamere al vaglio degli investigatori

Il materiale raccolto dalle telecamere è ora oggetto di esame da parte degli inquirenti. L’obiettivo è individuare movimenti, persone o veicoli collegabili al rogo e ricostruire con maggiore precisione la dinamica dell’accaduto.

Al momento, tuttavia, non risultano rivendicazioni dell’incendio. Il silenzio su eventuali responsabilità lascia aperto il quadro investigativo e non consente di attribuire l’azione a un gruppo preciso.

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Cinque dispositivi vicino ai cavi

Nel corso degli accertamenti sono stati recuperati e sequestrati cinque inneschi. Gli oggetti saranno analizzati per chiarire la natura dell’azione e stabilire se siano stati utilizzati per provocare il rogo.

La Digos conduce verifiche anche nell’ambito dell’ipotesi di terrorismo. Un episodio con caratteristiche simili si è inoltre verificato in Toscana, elemento che viene considerato nel quadro complessivo degli accertamenti.

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