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Cronaca 2 min di lettura7 ore fa

Castelli: la ricostruzione del sisma deve ridurre i rischi

A dieci anni dal terremoto, il commissario chiede edifici sicuri, scuole adeguate e interventi legati agli studi sul territorio.

Ad Arquata del Tronto, Guido Castelli ha chiesto di legare la ricostruzione alla prevenzione dei terremoti.

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Il rientro delle famiglie

Il commissario straordinario ha riferito che oltre 5.000 nuclei familiari sono già tornati nei luoghi d’origine, mentre altri 8.000 risultano ancora lontani dalle proprie abitazioni. Il ritorno delle persone, ha spiegato, deve procedere insieme alla ripresa economica e sociale dei centri più colpiti.

Castelli ha indicato tra le condizioni necessarie la stabilità dell’azione amministrativa e la disponibilità certa dei finanziamenti. «Negli ultimi anni abbiamo riportato a casa più di 5.000 nuclei familiari, ce ne sono ancora 8.000 fuori», ha detto durante il confronto istituzionale organizzato dalle Anci di Marche, Umbria, Abruzzo e Lazio.


Edifici più sicuri

Secondo il commissario, ogni intervento deve tenere conto dei pericoli presenti nell’area e non limitarsi a ricostruire gli immobili nello stesso modo. «Non si ricostruisce se non è sicuro abitare in un luogo», ha affermato, richiamando anche i casi in cui è stata esaminata l’ipotesi di spostare gli edifici.

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Tra gli strumenti da utilizzare ha citato la microzonazione sismica, le analisi sulle faglie attive e capaci e la revisione delle mappe relative al rischio idraulico. Particolare attenzione dovrà essere riservata agli edifici pubblici e alle scuole, così da mantenere operative le funzioni delle comunità in caso di nuove scosse.


Le priorità indicate ad Arquata

Nel comune di Arquata del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, l’incontro ha riunito le istituzioni a dieci anni dal terremoto. Castelli ha sintetizzato il criterio della ricostruzione con queste parole: «Ogni ricostruzione o è prevenzione o non serve».

Il commissario ha escluso l’idea di considerare il terremoto una fatalità e ha sostenuto che i danni alle persone dipendono soprattutto dalla vulnerabilità degli edifici. Ha quindi invitato a preparare i territori alla prossima scossa e a impiegare con attenzione le risorse, mantenendo la collaborazione tra amministrazioni e comunità: «Dobbiamo valorizzare ogni euro che mettiamo in campo per questa ricostruzione».

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